Dal maestro Sudo

Grazie a un amico che ha fatto da tramite, oggi ho visitato un laboratorio di sculture in legno di state di buddha a Yamashina. In questi giorni sto fotografando gli artigiani e i maestri di quest’arte e aspettavo con impazienza e trepidazione questo giorno perché il laboratorio è grande e le statute da riparare e le ordinazioni di nuove statue arrivano quasi ogni giorno.

Il laboratorio si trova nella casa del maestro. Il pianoterra è diviso in laboratorio e in magazzino. Nel laboratorio ci sono quattro aiutanti, giovanissime e intente al proprio lavoro, che scolpiscono e riparano le statue. Scalpelli e scalpellini, pericolosi in mani inesperte, intagliavano velocemente e con precisione. Una statua di un piccolo jizou san viene portata a termine in circa quaranta minuti. Ogni ragazza era seduta su una sedia bassa, di quelle che si usano per i tatami, curva sulle opere e con un grande neon appeso davanti a un’altezza di circa un metro. Gentilmente mi hanno spiegato che cosa stavano facendo e poi mi hanno lasciato fotografare.

Il maestro è, ovviamente, il centro del laboratorio. Simpaticissimo e gentilissimo, purtroppo era appena stato dal dentista e non poteva parlare come avrebbe voluto fare. Il figlio allora mi ha mostrato prima le foto delle statue che fanno e poi mi ha portato nel magazzino a vedere le loro ultime opere completate anche dieci anni fa e altre quasi pronte per essere dipinte. Una da pulire e riparare, coperta con un naylon bianco, era appena arrivata. Sporchissima, tutta nera con un po’ di filamenti d’oro che si intravedevano alla base dei piedi della statua. Lavorare a Kyoto ha i suoi benefici.

Sono venuto a sapere che il maestro va in Italia con gli studenti dell’università delle arti tradizionali di Kyoto una volta all’anno, in febbraio. Ogni anno c’è un’esposizione di opere di Kyoto in Italia (non so ancora dove). Mi è anche stato detto che una commissione di professori (sembra) vengono direttamente a Kyoto per scegliere le opere da essere mostrate in Italia. Possibile? (Per non scrivere “assurdo!!”). Secondo me dovrebbero essere i maestri giapponesi a scegliere le opere da mandare alle esposizioni. Sono i maestri di qui che hanno la sensibilità adatta. “Gli italiani hanno scelto la peggiore statua di Buddha per l’esposizione. Ho chiesto su quali principi si basassero le loro scelte ma (forse le persone della parte giapponese) si sono arrabbiati e non mi hanno detto nulla.”

Sono stato li solo per due ore così mi sono quasi autoinvitato per le prossime settimane.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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