Dall’artigiano

ma non c’era. Quando sono entrato nel laboratorio non c’era nessuno così ho salutato a voce alta e la madre ottantenne è uscita. Ho salutato con un grandissimo sorriso e subito mi ha riconosciuto. Ci vado due o tre volte alla settimana per un compito fotografico che mi sono imposto ancora lo scorso mese. Nel laboratorio che sembra una piccola falegnameria, c’è tanto da fotografare perché ogni angolo  ha una sua storia. La nonna intanto continua a dirmi a dirmi: “Ma guarda che non c’è nulla da fotografare. È tutto in disordine.” Per me il disordine dell’artigiano è tutto.

Mentre fotografavo, la nonna era andata in un’altra stanza forse per riposarsi o per riprendere le faccende che stava facendo prima che entrassi. Invece è ritornata con un grande foglio di carta, uno di quelli della pubblicità dei supermercati che straripano sempre dai giornali del sabato e della domenica mattina. “Mi puoi scrivere il numero di telefono della nonna per favore? Vorrei chiamarla. Siamo amiche da anni.” Dopo aver scandito i numeri ad alta voce e lentamente ho preso il telefonino e ho chiamato la nonna, mia suocera, dicendole che c’era una sua amica che voleva parlarle. Non ho avuto il tempo di spiegare bene così ho messo il telefonino in mano della madre e hanno iniziato a parlare. Io intanto facevo le fotografie di qua e di là parlando con la nuora. Forse le nonne si incontreranno nei prossimi giorni. Anche oggi ho fatto una buona azione.

 

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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