Un breve viaggio

Non abbiamo ancora deciso bene i giorni ma per gli inizi di agosto saremo in Inghilterra e poi a Venezia. Sarà una vacanza spero stimolante per Elena non solo per il suo italiano ma anche per il suo inglese. Lo so che pochi giorni non saranno sufficienti ma il ricordo farà poi parte del suo bagaglio di esperienze.

Ieri sera, dopo cena io e lei, uno di fronte all’altro con il proprio pc, intenti nelle nostre ricerche-divertimenti e blog vari, avevamo l’orecchio alla tv perché stavano trasmettendo il telegiornale. Le notizie sui terremotati continuano a scorrere con un po’ di riguardo ai bambini. Tutte le famiglie che vivevano in un raggio di venti chilometri dalla centrale nucleare sono state evaquate e le scuole entro un raggio di trenta chilometri sono state chiuse. Molti bambini sono ospitati in altre prefetture ma molti si sono concentrati nella regione subito a nord “inondando” le scuole della regione che per far fronte all’emergenza sull’emergenza hanno diviso la palestra della scuola con dei pannelli e hanno così creato delle aule improvvisate. Purtroppo per un numero così alto di bambini, più di duemila in una scuola, non è possibile preparare il pranzo così sono costretti a mangiare un onighiri e uno yogurt a testa. Ovviamente non si era mai prevista una situazione del genere, o meglio la si era prevista ma non di così grande portata.

Invece c’è un posto dove era stato previsto un terremoto più grande e con conseguenze molto più gravi di quelle accadute. Disneyland si Tokyo. Ogni anno tutto lo staff del luna park deve partecipare ad addestramenti nel caso ci sia un terremoto del sesto grado che impedisca il ritorno a casa di circa centomila visitatori. Cento ottanta esercitazioni annue. Questa volta il terremoto è stato del quinto grado e i visitatori erano settanta mila, quindi nei limiti previsti. I membri dello staff hanno distribuito tutto ciò che avevano da mangiare e dopo aver controllato i palazzi hanno fatto entrare molti dei visitatori, gli altri sono rimasti all’aperto, sotto la pioggia e il freddo ma coperti con sacchetti di plastica, cartoni e tutto ciò che lo staff è riuscito a consegnare. In serata, ai ventimila rimasti è stato distribuito del riso caldo con verdure, cibo d’emergenza sempre pronto e preparabile in meno di cinque minuti. La mattina dopo tutti sono tornati a casa senza. Non c’è stato nessun ferito e nessuna scena di panico.

Ci sono molte storie tristi e di disperazione ma questo tipo di notizie ci aiutano a pensare a come affrontare questo tipo di situazioni.

 

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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