Niente di nuovo

O quasi. Ho scoperto che la Liuteria ato ha messo il nome su alcune foto che vengono usato nel loro sito. All’inizio sono stato sorpreso e contentissimo ma pensandoci bene il mio nome stona. Preferisco che le persone vedano solo il visto dei liutai e non vengano presi dal mio nome. Vedo se domani riesco a spiegare il tutto e se si può levare il nome.

La settimana lavorativa “normale” è tornata. Ci sono tanti progetti fotografici per quest’anno ma tutte queste mostre fotografiche dei circoli a cui parteciperò le vedo sempre più lontane. Perché partecipare a una mostra? Che cosa voglio mostrare? È vero che quando metto in mostra una foto la foto non resta più mia ma ha una sua vita (anche se a volte molto breve). Ha senso patrecipare alla vita del circolo? Non è che non voglio più partecipare ma sto cercando una ragione. Forse non ne ho bisogno e devo solo continuare a fotografare e a esporre e a rompere le scatole in giro per fotografare le persone. Sono anche fortunato a poter esporre le mie foto e poter dare un qualche stimolo alle perone che vanno a vederle. Sarà un po’ la frustrazione della mia quasi inattività di fotografia. Ne faccio poche e non riesco a innescare il motore. La situazione cambierà comunque.

Fisicamente non sto male ma dopo la piscina di ieri ero stanchissimo e avevo solo pensieri negativissimi. Anche oggi, dopo che ho preparato il pranzo, ero di cattivo umore. Dopo che ho mangiato mi sono sentito un po’ meglio e sono riuscito a fare le lezioni. Il peso del corpo non dovrebbe essere cambiato di molto e sto mangiando più verdura che nei giorni passati. Ho sempre dei dolori al collo e a volte anche dei mal di testa.

Ieri, visto che avveo tempo ed ero a casa a fare i conti delle entrate e delle uscite dello scorso anno, ho provato a suonare il violino. Mi è piaciuto tantissimo e mi sono anche stancato un po’. Non so ancora come tenere l’archetto ma almeno sto facendo pratica. domani in liuteria mi farò spiegare come si tiene.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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