La fiera delle scuole italiane

Come lo scorso anno, anche quest’anno mi hanno lasciato partecipare come interprete-aiutante di una scuola di lingua italiana per stranieri alla fiera delle scuole italiane che si è tenuta a Osaka nella giornata di oggi.

A differenza dell’anno scorso, quest’anno sono venute meno persone ma i presenti erano più che interessati ad andare a studiare in Italia per periodo più lunghi di tre mesi. La scuola è interessata molto a questo tipo di persone e anche se i visitatori sono stati pochi è stato possibile constatare un alto effettivo interesse. Prima dell’apertura dei battenti il direttore del centro ha detto che forse il prossimo anno si farà in concomitanta con la fiera italiana ai grandi magazzini Hankyu che alla fiera di ogni anno registrano un afflusso di circa centomila persone in una settimana. Sarà un bene?

Dipende dalla scuola. Mentre nel posto dove si è fatta la fiera delle scuole italiane fin’ora le persone sono venute apposta proprio per andare a studiare in Italia, mi sa che dal prossimo anno ci sarà molto fumo e poco arrosto se penso in modo pessimista. Troppi interessati e più studenti se penso in modo ottimista. Sarà un bene abbinare le scuole di lingua al cibo e alla moda? Non so ancora come verrà organizzato il tutto ma il direttore della scuola con cui ho lavorato oggi non mi sembrava molto convinto. Farsi conoscere è importante, far vedere che gli italiani si impegnano e che la lingua italiano ha molto fascino è doveroso far sapere a un paese dove se una cosa non “serve” a produrre qualcosa, in senso materiale, allora viene etichettata come “inutile” o come fatto-oggetto da mettere in mostra e da deridere.

Questo mi fa pensare un po’ alla lingua giapponese. I giapponesi per poter leggere anche un libro scirtto duecento anni fa devono studiarsi le forme antiche della lingua molto diverse da quella attuale mentre in Italia possiamo leggere tranquillamente quello che Leonardo da Vinci ha scritto ancora cinquecento anni fa e senza fare troppo sforzo. Si  vero che per capirlo non è facile ma il lessico è accessibile e questo non è poco. Moltissimi studenti giapponesi di lingua italiana non sanno di poter leggere le parole di Da Vinci senza “traduzione dall’italiano antico a quello moderno”. Vediamo cosa posso fare.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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