Ultimo giorno del mese

È l’ultimo giorno del mese e dovevo scrivere qualcosa, sia per salutare il mese che se ne sta andando sia per salutare quello che arriva. Quest’anno dicono che sarà un inverno abbastanza caldo, almeno non useremo molto gas ed energia elettrica e si potrà risparmiare un po’, speriamo bene.

Oggi parlando con degli amici è venuto fuori il discorso del nuoto e mi hanno chiesto se riesco a respirare nuotando. Sto ancora usando i “bussolotti” e la tavoletta ma mi sto abituando. Loro sanno già nuotare bene e i venticinque metri li fanno in circa trenta secondi. Per me ci vuole circa un minuto ma per il momento mi voglio concentrare solo sul respiro, come mi ha consigliato e quasi ordinato l’istruttore della piscina. Il prossimo anno faremo a gara per vedere chi sarà il più veloce.

Pensando all apiscina, oggi sono andato a visitare quella che si trova a circa cinque minuti di bici da casa mia. Cinque corsie, venticinque metri, e ci sono tanti giovani perché si tratta di una struttura gestita da un’università di Kyoto, la Doshisha. Sembra carina e ho chiesto quale sia l’ora in cui posso trovare poca gente.

Ho bisogno di fare più movimento e il peso è aumentato ancora (ma non sono poi così tanto preoccupato). Questa sera la bilancia mi ha detto 75,5 chili, il peso è aumentato di circa sette chili da quando ho cambiato modo di mangiare. Mi sembra di essere sulla buona strada.

Oggi mi sono anche sentito un po’ meglio del solito con brevissime punte di energia mentale, fatto che mi succede di rado. Ho perfino anche cominciato a pensare al prossimo tema fotografico che voglio portare alla prossima riunione del circolo. Piccoli movimenti e cambiamenti di ogni giorno che possono portare verso l’obbiettivo o il cambiamento che voglio.

Elena è rimasta tutto il giorno a casa e ha continuato a giocare con il suo PSP.

Intanto fuori piove.

P.S. Ho appena comprato un libro: Musulare retraining for pain-free living di Williamson Craig. Tutto fa brodo.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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