In piscina

Oggi sono stato in piscina con Elena e mi ha spiegato come nuotare. Prima di arrivare era molto tesa perché non aveva dei bellisismi ricordi dei giorni passati a imparare a nuotare e a passare da un corso all’altro. Erano quasi tre anni che non nuotava e si è anche abbastanza divertita nonostante il pezzo di piscina assegnato alle persone che vengono per il free time sia piccolo. Mentre nuotavo le ho chiesto di prendere uno spezzone di video così posso vedere come nuoto e devo dire che non annego ma forse manco di velocità. Pazienza, l’esperienza è la maestra di tutte le arti.

Dopo quell’ora di nuoto ero stanchissimo, era da tanto che non mi sentivo così stanco tanto che ho rinunciato ad andare alla riunione del circolo e ho preferito stare. Domani sarà una giornata instensissima, anzi i prossimi due giorni saranno intensissimi e non volevo strapazzarmi più del dovuto. Dieci anni fa sarei andato comunque alla riunione invece adesso preferisco ascoltare di più il mio corpo e cerco di rinforzarlo il più possibile.

Per il resto anche oggi sono stato davanti al pc a studiare e a fare pratica di html e di css per preparare alcuni siti prova per il circolo di Osaka. All’inizio non sapevo come fare ma adesso mi sto anche divertendo e riassaporando le gioie della programmazione, gioie sopite da quasi trent’anni di vita in Giappone lontano dal mondo dei pc e delgi algoritmi.

Sto continuando a leggere il libro di Giuseppe Prezzolini “L’Italia finisce ecco quel che resta”. Ogni capitolo è una finestra o porta nella storia del pensiero italiano e della storia italiana. Rivela molto e alcuni tasselli cominciano a rivelarsi e altri ancora a collegarsi. Non sarà l’ultimo suo libro che leggo, questo è certo.

In dicembre dello scorso anno avevo comprato un tablet android della Acer per provare come avrei potuto usarlo nella mia vita e dopo circa otto mesi posso dire che è diventato quasi indispensabile. Mi sono abituato alle appliazioni e al loro modo di funzionare, un’interfaccia molto diversa da quelle dei desktop. Non posso lavorare liberamente come il pc di casa perché il tablet non è dotato di una tastiera, ne ho comprata una ma non funziona bene come l’italiano, invece con il giapponese si può usare. Per vedere, leggere, cercare informazioni, scrivere brevi brani e prendere brevi appunti va benissimo anche se vorrei averne uno con uno schermo a 10 pollici o più.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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