Mi sa che …

Oggi è stata una giornata intensissima ma con un incontro piacevole.

Nel pomeriggio ho incontrato una vecchia amica e collega di lavoro. Purtroppo, essendo una ricercatrice, è sempre molto impegnata ma questa volta ha trovato il tempo per offrirmi un te freddo al latte. Quest’anno in febbraio è tornata da Bologna dopo un anno di ricerche in Emilia e in Umbria. È sempre impegnata ma come ricercatrice sembra essere in difficoltà perché vorrebbe trovare un posto di lavoro sicuro come insegnante in qualche università, qualunque sia, in Giappone.

Lo so che il posto fisso non è più così facile da trovare e io onestamente non l’ho mai avuto e forse perché mi sembrerebbe di stare in una prigione. Sono sicuro che verrà fuori qualcosa anche per lei e se no viene fuori si potrebbe anche smuovere l’albero per vedere che cosa casca. Ho provato a spiegarglielo ma non mi è sembrata molto convinta.

Parlando di lavoro, oggi ho mandato le foto della cantante che mi avevano richiesto. Ecco il mio più grande errore:

non aver scelto solo le foto con una messa a fuoco perfetta e non aver dato solo quelle.

Un amico professionista mi aveva avvertito di dare solo le foto migliori e di non mostrare gli obbrobri, per nessun motivo. Non l’ho ascoltato perché mi avevano chiesto tutto le foto e io avevo acconsentito. Fattosta che la cantante ha dato il dvd con tutte le foto da cui scegliere la foto per il depliant e il poster. L’addetto si è trovato a scorrere circa seicento foto e sfido che si sia stancato e abbia perso troppo tempo. Tutto il sistema si è ingolfato, di solito fanno la scelta della foto proprio alcuni giorni prima della stampa, e il tutto perché non ho ascoltato questo mio amico. Però mi è servito di lezione.

Non so ancora se questa lezione mi costerà questo lavoro ma sono adesso sono sicuro che sono pronto per il prossimo. Intanto però devo diventare più forte fisicamente e non vedo l’ora di andare in piscina domani per fare un po’ di pratica.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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