Il nuoto

Il venerdì è il giorno del nuoto e anche oggi ci sono andato con un po’ più di energia delle scorse settimane.

Oggi a Kyoto c’è stata una punta massima di trentasette gradi e proprio in quelle ore facevo i trenta minuti di ginnastica dentro la palestra prima dell’ora di nuoto. C’era solo un grande ventilatore e grondavo di sudore. C’era solo una finestra aperta. Eravamo già tutti riscaldati prima di cominciare. Mentre aspettavo, stranamente perché nessuno mi rivolge la parola, la giovane allenatrice mi ha fatto alcune domande e abbiamo chiacchierato un po’. Lei è di Kyushu ed è venuta a Kyoto per scappare dalla propria città, per vedere il mondo e fare nuove esperienze. Una ragazza simpaticissima.

Come ho nuotato? Beh, ho cercato di respirare mentre nuotavo in stile libero ma a causa della tensione-paura non riesco proprio a rilassarmi e finisco sempre per rimettermi in piedi. Dal prossimo mese farò due lezioni alla settimana perché ho tempo e anche perché voglio abituarmi all’acqua. La solita signora anzian con cui parlo alla fine della pratica mi ha detto che sto migliorando e nuoto più velocemente. A volte essere lodati è una bella sensazione. Devo dire che nelle ultime due volte il corpo risponde meglio all’ora di pratica e energicamente riesco a continuare senza sentirmi male come mi era accaduto le prime volte. Forse il latte di soia mi fa bene.

Elena è rimasta a casa tutto il giorno, il soggiorno è il suo castello e il divano il suo trono. Fa bene a riposarsi perché la prossima settimana avrà gli ultimi esami all’università prima delle vacanze estive di due mesi. Mi ha detto che anche lei vuole frequentare la piscina e forse mi insegnerà a nuotare o darà un’occhiata ai miei progressi.

In Giappne in quasi tutte le scuole c’è la piscina e pensavo che tutti i bambini sapessero nuotare benissimo o almeno sapessero come si fa a nuotare. Invece ho saputo che non è proprio così. Alla scuola elementare ci sono maestre che non sanno nuotare quindi i bambini di quelle maestre non imparano a nuotare come dovrebbero.

Alle elementari non avevamo la piscina e nemmeno la biblioteca. Se volevamo nuotare dovevamo imparare in canale o al Lido di Venezia. Nessuno ci insegnava a farlo, guadavamo i genitori o gli amici he avevano imparato in piscina. Però mi ricordo da piccolo quei ragazzi giovani e bravissimi che si buttavano dal ponte e nuotavano nell’acqua quasi limpida del canale. Sembravano dei pesci e si divertivano. Era divertente vederli diverstirsi e nuotare con tanta destrezza. Poi c’è stata la sporcizia delle raffinerie di Marghera e di qualche altra scarica he ha rovinato il tutto per sempre.

È vero che i ricordi si abbelliscono da soli ma le “schie” e i piccoli granchi li si potevano prendere con una piccola rete. Un po’ allla volta i ricordi affiorano .

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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