Ghion Matsuri

Questa mattina mi sono svegliato di controvoglia ma sapevo che dovevo e volevo farlo. Mi ero messo in testa di andare a fotografare l’ultima poarte del Ghion Matsuri e di incontrare Eddi mentre faceva le foto.

La scorsa settimana mi aveva detto che sarebbe stato li verso le otto e che a quell’ora molte persone si sarebbero radunate per poi prendere le foto alle maiko. Oggi avevo solo una lezione così mi sono buttato giù dal letto prima delle sette e dopo aver mangiato un boccone ho preso la bici e sono andato a Yasaka jinja.

C’era ancora poca gente e gli addetti stavano preparando i carri su cui sarebbero salite le maiko e anche i ragazzini che vivono in quella zona. Un po’ alla volta i fotografi sono aumentati e nel frattempo Eddi è arrivato così ho potuto scambiare qualche chiacchiera. Mi ha spiegato chi sono alcuni dei fotografi gaijin che vengono ogni anno per fotografare e me ne ha presentato uno. Sono sicuramente tutti molto simpatici e ognuno con la propria passione per lalfotografia e per le feste in generale.

A dire la verità non è che mi interessassero molto le maiko e le ballerine, volevo più  che altro divertirmi così mi sono spostato da un parta all’altra del posto per cercare di prendere un’impressione generale e viva di che cosa sia questo Ghion Matsuri. Questa volta ho fotografato tutto in bianco e nero e mi sa che per un po’ continuerò così.

È vero che ho visto molti visi di ragazze giovani e donne attraenti in giro per il santuario e infatti ne ho fotografati alcuni. Questa volta mi sono sentito un po’ fuori dal tempo e mi hanno molto impressionato tutti i fotografi che andavano in giro chi con un teleobbiettivo così pensate da far tremare le mani e chi con due macchine fotografiche e una videocamera in mano. Magia della passione. Ho visto più scalette del solito per riuscire a fare le foto anche da lontano arrampicandocisi, sembravano acrobati professionisti.

Durante la pausa, mentre il corteo era in giro per il centro di Kyoto, con Eddi sono andato a bere un caffè e a parlare delle rispettive esperienze di vita. È raro che io lo faccia e mi ha fatto bene sbottonarmi un po’ con una persona che sa ascoltare. Meno male che nel cafè c’erano poche persone, molti sicuramente stavano seguendo il corteo.

E mentre facevo le foto in mattinata, una ragazza che mi ha guardato, anzi fissato per circa tre o quattro secondi senza fare cenno di avermi riconosciuto. Anch’io non l’avevo riconosciuta così non mi sono mosso. È stata sicuramente un’impressione solo da parte mia ma mi è rimasta in testa per tuttal la giornata. Chissà chi era.

Buoni ricordi di un breve

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
This entry was posted in Esperienze personali and tagged , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *