Una mostra chiusa

Mi sono fatto due ore di treno, andata e ritorno, per andare a una mostra di un amico ma era chiusa. Pensavo che alla domenica fosse aperto invece, senza chiedere prima quando fosse il giorno di chiusura, sono andato in buona fede. Sono riuscito però a parlare con il mio amico e mi son fatto spiegare un po’ come fa a organizzare le mostre e soprattutto a mettere insieme tredici persone. “Qualche volta c’è qualcuno che non riesce proprio a stare nel gruppo e allora si arrangia da solo e fa delle mostre personali”, è stato il commento più utile di oggi.

Alla sera sono andato al concerto di un amico ma sono uscito dopo dieci minuti perché le signorina dell’entrata avevano acceso quelle candeline con delgi odori particolari e come se non bastasse avevano aggiunto anche degli olii che mi facevano quasi vomitare. Almeno sono riuscito a salutare il mio amico e a fare presenza.

La “crisi” fotografica che ho in questi giorni si sta calmando e con le condizioni fisiche che stanno migliorando sento perfino la voglia di uscire a fotografare in giro per la città. La reflex è ancora troppo pesante da portare a Osaka, nonostante lo zainetto sia proprio fatto per le macchine fotografiche.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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