Il tifone numero otto

Questa volta sembra essere molto forte e i danni in tutto il sud del Giappone stanno aumentando. Si erano previsti ma anche con le previsioni non ci si può preparare a tutto, specialmente agli smottamenti di terreni che ingoiano case e persone. Adesso, ore 22:12 sta passando al sud di Osaka e nel Kansai i danni sono minimi se non inesistenti. Sembra che il tifone si stia dirigendo verso Tokyo percorrendo la costa del pacifico.

Oggi è stata una giornata un po’ amorfa. A Osaka sono stato un po’ in giro nel pomeriggio a fare alcune foto ma i dolori alla schiena mi impediscono di trovare un tema intanto però sto riscoprendo la gioia di poter fotografare e cercare strutture geometriche nell’ambiente intorno a me. La luce non è ancora una mia “amica” ma un po’ dovrebbe diventarlo. Più che amica “collaboratrice”.

Nel pomeriggio sono andato a vedere una mostra fotografica alla Visual Arts a Umeda. Erano esposte le foto fatte da studenti della scuola superiore. Un po’ sono riuscito a capirle altre invece non ho capito perché sono state scelte e premiate.

A volte mi sorprendo alle mie reazioni. In fondo si tratta solo di pezzi di carta su cui è stato messo dell’inchiostro e noi cerchiamo di leggerci, di estrarre ed elicitare tutto il possibile e anche di più. Lo stesso vale per i libri che siano elettronici o di carta. La differenza tra un libro di carta e un libro elettronico non l’ho ancora capita ma quella tra una foto mostrata su uno schermo e una stampata su carta si. O almeno mi sto azzuffando con me stesso per cercare di capire che cosa sia questa immagine stampata su carta e come questa imagine reagisca non solo alla manipolazione dell’immagine stessa ma anche della carta su cui è stata stampata.

“Il contenuto è importante e la carta non poi così tanto”, si potrebbe pensare. Ma il supporto può cambiare l’immagine come lo può e lo ha sempre fatto la cornice. Il titolo poi può dare una forte direzione sulla sua lettura tanto da non far vedere altri significati. La fotografia è riproduzione. Ma lo è vermante? Lo deve essere per forza?

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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