Ditals e come insegnare l’italiano

Come si fa a insegnare l’italiano? Non lo so.

Beh, non è proprio che non lo sappia ma spesso, anzi quasi sempre, mi chiedo se quello che faccio aiuta gli studenti ad imparare e a migliorare l’apprendimento della lingua italiana. Ci sono nuove tecniche da imparare? Sì certamente. Nuovi materiali da provare? Una marea anche se piccola in confronto ai materiali che ci sono per l’insegnamento della lingua inglese.

“Gli italiani usano prevalentemente il presente, il perfetto e l’imperfetto, quindi è meglio insegnare bene questi tempi”,”la grammatica dovrebbe essere dedotta e inerita durante la produzione”.

Povera Grammatica. L’hanno storpiata, le hanno amputato molte parti e l’hanno perfino nascosta con la pretesa che è brutta e noiosa. La Grammatica c’è per un motivo (o per molti) e serve per dare una “gabbia” alla lingua nela quale questa può evolversi. Viene prima la Grammatica o la lingua parlata? È la Grammatica che deve sottostare all’evoluzione della lingua? La Grammatica certamente deve trovare tutte e spiegazioni e possibilmente cercare di trovare la regola ma quasi escluderla dal programma mi sembra un po’ troppo. E dire che il congiuntivo doveva morire o era già morto invece spunta “ceruleo” tra le parole delle presentatrici e nei programmi radiofonici.

“I giapponesi dovrebbero mettere a frutto le loro esprienze che hanno auto nell’imparare la lingua inglese nella scuola per imparare un’altra lingua”,”… perché la lingua si impara ascoltando e parlando”. Mi sa che c’è un grande, grandissimo malinteso. I giapponesi non vogliono imparare la lingua inglese, lo devono fare, hanno “spolpato” la lingua inglese e la usano come “mezzo” per passare gli esami per entrare all’università. Principalmente memorizzano le parole guardandole e non ascoltandole. Di qui la mancanza di uso pratico della lingua parlata e di un esteso e uso della lingua scritta con esercizi scritti. “I Giapponesi, come i tedeschi, sono gli unici che fanno i compiti per casa nelle scuola di lingua. Gli spagnoli, per esempio, (cioè tutti i madrelingua di lingua neolatina) non se lo pasciano passare per la testa e durante le lezioni parlano spesso nella loro lingua come fanno gli americani che chiedono sempre i quiz e test per i punteggi. I giapponesi vogliiono e devono imparare la grammatica perché è il loro solo unico appoggio per la produzione (questo deve essere chiaro a tutti). La loro pronuncia e il loro modo di leggere l’italiano è sbagliato semplicemente perché non lo si insegna bene.

Insomma è stata una bella serata. Non sono riuscito a stare con tutti per il rifresco finale, ero stanchissimo e volevo tornare a casa.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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