Un professore dal cuore d’oro

Mi era stato presentato la scorsa settimana per telefono e lo volevo incontrare perché è il maestro della fotografia di Koya san.

Ieri mi aveva telefonato per dirmi che sarebbe venuto al centro culturale con sei suoi studenti (è un professore ordinario dell’università d’arte di osaka) e mi ha detto che voleva che io parlassi dell’Italia. Una volta incontrato però mi ha deto che voleva che parlassi di arte e fotografia italiana. Non sono ancora all’alteza così ho cercato di inavolare una discussione con i suoi studenti su come loro vedessero la fotografia e come io, come italiano, la vedessi. La differenza tra “fotografia” e “Shashin”. Come usano la rete per promuovere il proprio lavoro. Cosa stanno facendo per “diventare fotografi famosi”.

È stato interessante constatare che molti di loro sono abbastanza passivi. Cioè fotografano e si mostrano le fotografie a vicenda, fanno delle mostre nel loro campus e partecipano a concorsi sia su internet che “normali”. Volvano sapere com’è la fotografia in Italia ma non sono riuscito a spiegare più di tanto perché non la conosco, cioè non conosco quella attuale. Ascoltando le loro parole:

“vorrei riuscire a vivere vendendo le mie fotografie ma è quasi impossibile così non mi resta che trovare il lavoro come impiegata in una ditta e fotografare quando ho un po’ di tempo libero”;

“come faccio a farmi conoscere?”;

“E se qualcuno poi usa le foto che metto nella rete?”;

“Il diritto d’autore è importante soprattutto per partecipare ai concorsi”.

Alla fine siamo andati in un bar vicino e gli ho offerto i dolci e da bere. Mi è sembrata come una grande famiglia tutta tesa verso il suo “padre” (il professore) e intenti a ottenere un po’ della sua energia e magari qualcosa di più.

Il prossimo mese contatterò ancora questo professore che mi ha promesso di mostrare le sue opere al centro culturale. Intanto è un inizio.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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