Alla fiera

delle università come interprete per la Bocconi. Pensavo fosse difficilissimo, di non essere quasi all’altezza, invece …

Ci sono stati tanti problemucci tra i quali quello del wifi che non funzionava e degli opuscoli che non erano ancora arrivati, poi alla fine tutto si è aggiustato.

È stata una bella esperienza non solo perchè sono riuscito a far conoscenza con le persone del bus vicino e ad aver ritrovato degli amici-colleghi di lavoro del centro culturale, ma anche per aver capito cosa vogliono o non vogliono fare gli studenti. Qui mi spiego un po’.

La maggior parte degli studenti che sono venuti a chiedere informazioni non conosceva la Bocconi e quasi tutti non sapevano parlare l’inglese. O meglio pensavano di poterlo parlare ma in certi casi è stato quasi impossibile capire cosa dicessero nonostante fosse chiaro che la Bocconi fa corsi solo in inglese o in italiano. Quando ci hanno chiesto che cosa ci volesse per entrare si sono rese conto che il loro livello di inglese era molto insufficiente nonostante una di loro studiasse letteratura inglese all’università.

Ma non solo sulla lingua inglese, mi è embrato che molte persone cercasero l’Italia non per studiarvi all’università per i quattro anni di laurea, ma volessero studiare la lingua per alcuni mesi. Non economia ma cultura italiana, infatti lo stand del centro di cultura italiano era sempre affollato e per un periodo c’era pure la fila. È vero, qui in Giappone le università italiane non sono conosciute e non si sta facendo nulla perché lo siano. Almeno lo abbiamo, anzi l’ho capito e l’ho constatato di persona. È stato un ottimo esperimento che spero si possa fare ogni anno, come quello per la fiera delle scuole di lingua.

Sei ore di interpretariato diluito in cinque volte tate sono state le volte che gli interessati si sono fermati a chiedere spiegazioni. Verso le tre sono uscito per alcuni minuti a comprare alcuni “omangiu” (i dolci classici giapponesi) e offrirli anche alle persone dello stand accanto con cui abbiamo condiviso queste sei brevi ore.

Inoltre … questa mattina nella solita camminata sono riuscito ad arrivare fino alla cima della collina che divide l’università Ritsumei a Ryoanji, erano anni che non ci arrivavo. Sono tornato indietro perché dovevo svegliare Elena ma posso sicuramente arrivare fino a Ninnaji e ritornare senza nessun problema. Questo si che è stato un bellissimo traguardo. Eh,eh, mi faccio i complimenti da solo.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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