Lillian Bassman (collotipia e stampa gelatin-silver)

Oggi sono stato alla mostra di Lillian Bassman che si sta svolgendo all’università Ryukoku, dove sta studiando Elena.

È da circa un anno che leggo Vogue per capire un po’ le posizioni delle modelle e come si potrebbero fare gli editorial, questo perché mi piace fotografare le persone e le ragazze che mi stanno intorno. Non sapendo da dove cominciare ho usato le imagini delle riviste perché le trovavo e le trovo tutt’ora attraenti anche se, secondo me, mancano molto di fantasia e di libertà espressiva. Mi spiego, trovo tutto troppo legato ai vestiti, il che è anche naturale visto che leggo riviste di moda, ma si potrebbe fare di più. Però no capisco bene ancora l’uso della luce e delle ombre e la personalità, l’umanità, il carattere delle modelle mi sembra troppo “imprigionato”. Queste sono solo impressioni che ho solo perché mi manca l’esprienza ma sono sicuro che continuando il tutto cambierà.

bassmanForse l’ho vista la prima volta su Vogue Uomo e da li poi ho cercato sue notizie  comprando un suo libro in formato elettronico. Ne ho letto così una breve sua biografia e ho “assaggiato” le sue immagini. Ecco, le sue fotografie mi sembrano quasi disegni o schizzi fatti con la matita. Le forme, spesso molto vaghe delle modelle in biancheria intima, le posizioni delle mani e del corpo, non più costretto a una posizione ma libero di muoversi, sono proprio questi momenti di movimento che mi stanno attirando. Il nero calcato e il bianco abbagliante, l’uso di questi due estremi mi ha colto quasi di sorpresa e mi ha incuriosito. La qualità delle foto … non lo so perché ….

Il perché è che domenica sono andato a un seminario nel quale si parlava di Nakaji Yasui e alla parete delle galleria erano esposte molte sue foto stampate con tecnica collotipia. In due giorni ho visto due tipi molto diversi di stampa. Il nero di quella in gelatin-silver con la quale sono state stampate le foto della Bassman mi sono sembrate belle, eleganti, con un nero molto profondo, ma allo stesso tempo un po’ troppo semplici se confrontate con quelle al collotipo il cui nero non è così profondo ma la loro “presenta” mi è rimasta impressa e mi ha colpito maggiormente che non le foto della Bassman. Qui sto trattando le foto non come contenuto ma come supporto in se stesso. Le immagini della Bassman sono poesia invece quelle di Nakaji molto più reali da lottatore di Sumo.

La fotografia come oggetto o come contenuto? Forse sono proprio queste qualità che fuse insieme creano qualcosa di nuovo.

È stata decisamente una bella Golden-Week, quattro giorni di vacanza che mi hanno fatto bene alla salute.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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