Cappelli??

Giovedì scorso ho retto abbastanza bene alle 4 ore di fotografie al concerto di Kato Masue, o almeno così pensavo. Ho bisogno di aumentare la mia massa muscolare e diminuire il salvagente che si sta formando intorno alla vita, anche se Elena mi dice che un po’ di cicca non fa mai male. Su questo ha ragione.

Un po’ di mal di schiena e alla sera, al ritorno da Osaka o da Kobe ho sempre le spalle doloranti. Però sto migliorando. Così ieri, visto che ho un po’ di forza in più, sono stato in centro a fare delle fotografie a quattro cappelli che un’amica ha fatto e che vorrebbe vendere a Parigi. Lei si è arrangiata a trovare la modella, Yuka una ragazza simpaticissima che va pazza per la Korea, e io il posto. Questo è stato un problema. Dalla mattina pioveva a dirotto ed era molto scuro. Non ho uno studio fotografico così dovevo ceercare un posto all’aperto. Dove? Avevo pensato al giardino botanico ma non ci sono posti con una tettoia per poterci riparare e fare le fotografie in pace. Ho così scelto un posto in centro, un palazzo che si chiama Shinpukan. Ha un piccolo spiazzo all’interno con un palcoscenico dove a volte si fanno degli spettacoli e che spesso diventa “piattaforma” di lancio di giovani cantanti. È alto tre piani e l’ultimo è coperto da una tettoia bianca che fa filtrare la luce. Posto ideale.

Ci dovevamo incontrare alle tre di pomeriggio e poi fare tutto in un’oretta. Pensavo che (e qui questo “pensavo che” è stato il problema a cui avrei dovuto pensare) si potesse entrare e fare foto ovunque perché non si trattava di una sessione fotografica commerciale invece … Invece, com’è giusto, ci hanno fermati e ci hanno chiesto tre volte se si trattava di fotografia commerciale e alla fine, visto che Yuka e Nana (la ragazza ideatrice dei cappelli) stavano usando il bagno a mo’ di spogliatoio lasciando dentor le borse, gli addetti alle pulizie si sono arrabbiati e ci hanno cacciato dal posto. Così ne abbiamo trovato un altro: il museo nazionale di Kyoto.

Questa volta per non ripetere la gaffe fatta nel posto precedete ho chiesto alla segretaria se potevamo fare le foto. Abbiamo ricevuto il benestare delle direzione a patto di non intralciare il traffico delle persone. Mentre facevamo le foto però un signore della direzione è venuto chiedendoci se avevamo chiesto il permesso per le foto. Stavamo usando una panchina nel piccolo spazio che si trova tra il nuovo e il vecchio palazzo del museo. È vero che le ragazze avevamo lasciato il tutto sulla panchina in modo molto disordinato togliendo decoro al posto e forse per questo ci hanno fermato. Siamo riusciti comunque a finire di fare le foto e poi siamo andati a bere (loro hanno mangiato, o si può dire divorato, due piatti di spaghetti al ragù con molto appetito). Dopo essersi rifocillate hanno scelto le foto migliori sul posto e una volta a casa ho spetito le jpeg piccole e adesso sto sviluppando quelle grandi.

Tutto gratis e ho pure pagato la cena a loro due. In compenso è stata una bella esperienza perché mi ha dato l’occasione di capire come devo districarmi per i palazzi. Oggi voglio passare per il primo palazzo per chiedere scusa e per sapere come posso fare per una prossima eventuale sessione fotografica.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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