Ancora come modello

Sono giorni a volte frenetici e a volte molto tranquilli. Ho trovato che fare alcuni respiri profondi aiuta a fermare il tempo o almeno a non essere preso dalla pressione degli eventi.

Elena ha un inizio di raffreddore ma domani vuole andare all’università perché deve fare l’esame di mezzo termine d’inglese. Per le altre lezioni guarderà lei come regolarsi con la salute.

Avendo questa esofagite sto rifiutando gentilmente quasi tutti gli inviti per i vari pranzi o cene di Natale. Ci saranno però due mostre fotografiche in dicembre e una in gennaio, la più grande sarà quella in gennaio del prossimo anno. Le foto sono quasi decise e per il momento mi sto preparando per il tema del prossimo anno: i ritratti. Ne voglio fare tanti. Occasioni per aumentare il mio bagaglio tecnico ce ne sono ogni giorno ma non si tratta solo della tecnica e delle macchine fotografiche.

Voglio allargare la mia rete di conoscenze non solo nel mondo della lingua italiana che sono ancora pochissime ma anche nel mondo della fotografia e nel campo della pubblicità.

Lo scorso venerdì grazie all’invito di un amico fotografo, ho partecipato a una festa dei fotografi e graphic designer professionisti nell’aera del Kansai. L’obbiettivo della festa era quella di scambiarsi i biglietti da visita e quindi fare nuove conoscenze. Non sapevo bene come introdurmi perché non conoscevo nessuno a parte il mio amico così mi sono fatto coraggio e con i biglietti da visita in mano ho girato fermando tutte le persone che incontravo. Ho fatto alcuni incontri interessanti come il responsabile della Ricoh del Kansai a cui ho accennato che uso una Pentax 5IIs. Oppure un fotografo che mi ha parlato dei suoi viaggi in giro per il mondo e mi ha detto: “Tre anni fa sono stato a Firenze e mi sono accorto che non usano il sale. Nemmeno nel pane.” Però il più “simpatico” è stato un fotografo non proprio giovane. Tranquillo, posato, risaltava per la sua grande Nikon appesa al collo e per i suoi bianchissimi capelli. Mi sono avvicinato e mi sono presentato poi ho chiesto inopportunamente: “Che tipo di fotografie fa?”. E lui con sguardo freddo e severo: “Questa è la domanda più sbagliata da fare. Qui tutti sono professionisti e tutti fotografano di tutto. Sono bravi perché professionisti quindi la tua domanda non ha senso.” A quel punto non sapevo come continuare la conversazione che a quel punto era naufragata. Alla fine visto che mi trovavo in diffocoltà mi ha detto: “grazie per esserti presentato”. È stato l’incontro che mi è piaciuto di più.

Una volta tornato a casa ho mandato dei messaggi di ringraziamento a tutte le dieci persone che avevo incontrato e per il momento solo un ragazzo ventinovenne, presidente di una società di graphic design, mi ha mandato la sua amicizia tramite FB. Non male come inizio. Voglio comunue continuare a muovermi e vedere com’è questo mondo del settore pubblicitario del Kansai. Mi dà un’altro punto di vista, meno emotivo e più “freddo” sul mondo della fotografia. C’era anche un gruppo di modele professionista, alte e belle, che andavano in giro con il presidente a fare conoscenze. Mi sono sentito piccolo ma almeno ho fatto presenza.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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