Il bello non va bene?

Fotografie che fanno pensare, che stimolino l’intelletto. “La foto è bella ma … non c’è altro” è quello che Nana mi ha detto facendo riferimento anche a un commento della madre quando ha visto le mie foto.

Riguardando più volte le foto prese in questa sessione fotografica ho avuto la netta impressione di “divertimento” e forse di “ricerca” di un qualcosa. Non sono deluso ma ho ancora l’amaro in bocca. Sono riuscito a realizzare le foto che avevo immaginato nei giorni precedenti ma la sensazione che ne ho avuto e ne ho ancora è quella di una bambina che si diverte e non molto di più. Almeno in quelle a colori. Quelle in bianco e nero invece mi sono sembrate un po’ più “serie” forse proprio per la mancanza del colore. Quando le abbiamo prese Nana ha cercato di recitare e di provare a usare il corpo per creare un minimo di storia dentro la foto e c’è riuscita. Abbiamo anche realizzato una foto imitando una foto presa da Vogue e questa è venuta bene grazie anche alla sua velocità nel capire e imitare la posizione del corpo della modella.

Avere delle immagini o un progetto a priori mi aiuta a riassumere il tempo e a concentrare le energie in poche foto, questo non vale solo per le foto ma per tutto nella vita. È anche vero però che da questa sessione fotografica sono emersi dei “temi” o dei proto-temi che si potrebbero sviluppare. Non ho ancora nessuna idea di quali temi si tratti e tanto meno come potrò svilupparli e per questo voglio consultarmi con Nana.

Nonostante il numero delle foto e le ore passate a fotografare, ho raccolto delle impressioni lievissime di qualcosa. Ne dovrei rallegrarmi ma c’è anche questa sensazione di disorientamento, come se i pilastri che prima reggevano le mie “convinzioni” sulla fotografia fosse stati improvvisamente tolti. Ho sto cadendo o sto volando. Che sia riuscito a togliere la maschera a qualcosa che ho dentro e che fa fatica a uscire?

Questa mia attività di “fotografo” è per me un viaggio al mio interno e ogni volta scopro delle sensazioni o reazioni a sensazioni che mi fanno capire il perché delle mie azioni.

Come mi aveva fatto notare Nana, le foto che le faccio sono troppo ravvicinate, quindi o il corpo intero o il busto o il viso. Manca l’ambiente intorno. Questa volta ho cercato di espandere lo spazio intorno ma mi sono ritrovato a restringerlo come se ne avessi paura oppure non comprendessi il perchédi un’immagine così “leggera”. Cosa significa questo ingrandimento della persona? Certamente l’attrazione verso il femminile è ancora forte, e meno male. Che stia cercando sicurezza in una vita nella quale il fatto sicuro è proprio il continuo cambiamento di ogni cosa? Di ogni relazione?

Nonostante questo incasinamento con la fotografia, sono riuscito a decidere i libri per i corsi di italiano e a comprare dei libri per stranieri da usare come “compiti” per casa. Mi è anche arrivato il dvd “Benvenuti al nord”, una specie di riscoperta dell’Italia che non conosco.

Elena continua ad andare all’università e a provare a trovare lavoro come vuole lei. Non ci è ancora riuscita ma non voglio che si arrenda. Ha le sue amiche e anche amici, il ragazzo forse ancora non c’è.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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