Una sessione fotografica al bellissimo tempio Sho-ren-in

Ci si può innamorare della propria modella? No, la frase non è giusta. Non è la mia modella. È una ragazza che ha deciso di farmi da modella. È brava, si da da fare studiandosi le posizioni usando le riviste di moda. Ha fatto balletto da giovane, cioè quando era più giovane, quindi da bambina. Avrebbe voluto diventare una maiko e per questo è andata in giro per tutta Ghion ha chiedere consiglio alle “mamme” ma i genitori glielo hanno proibito. Le piace il Giappone e tutto quello che è giapponese. No, non mi sono innamorato, forse infatuato.

Come sono venute le foto? Non lo so. Pensavo venisse in yukata invece è venuta con un vestito “normale”. Abbiamo pranzato e parlando del più e del meno e alla fine siamo usciti in giro per Ghion. Non si vergogna a farsi fotografare davanti agli sconosciuti e anzi si fa avanti. Mi sa che potrebbe fare da modella professionista ma non sapendo bene come sia una professionista, non mi resta altro che provare.

Tra tutto, ho esagerato con la quantità di foto prese. Non ne sono pentito, anzi. Adesso so quali sono le pose che le piacciono così le posso insegnare alle altre modelle.

Diciamo che oggi è stata una giornata molto intensa. Dopo due lezioni di italiano e quasi tre ore di fotografia tra santuari e templi, verso le cinque, mentre stavo per tornare a casa, una coppia americana mi ha chiesto qiale fosse la direzione per il centro. La signora dopo aver ascoltato per alcuni secondi il mio inglese mi fa : “Ma sei italiano?” (è vero, il mio inglese puzza molto di italiano) Allora mi ha presentato il marito che mi ha fatto alcune domende in italiano. Poche perché per la maggior parte della conversazione mi ha detto che è stato per un periodo a Padova a studiare e per  ritornare alle radici in quanto i suoi nonni erano italiani. È raro che i turisti mi chiedano la strada perché di solito giro con una macchina fotografica in mano e sembro magari più turista di loro. È stato comunque un bellissimo incontro.

La parte finale della sessione fotografica l’abbiamo fatta dentro il tempio Sho-ren-in che si trova vicino al tempio Chion-in. Erano già le quattro passate quando abbiamo cominciato a salire la scalinata gigante di Chion-in quando ho visto una guardia che cominciava a chiudere il cancello principale. Sapevo che c’è un’altra uscita quindi non ero molto preoccupato ma per per essere sicuro ho chiesto a che ora chiudessero: “Adesso. L’altro cancello lo chiudiamo tra dieci minuti.”. A quel punto abbiamo fatto solo alcune foto e siamo usciti per l’altro tempio con la speranza che fosse ancora aperto. Il sole era già dietro le nuvole e la luce di un grigio splendente. Fare le foto dentro un tempio in quelle condizioni non è facile ma abbiamo provato. Dopo l’entrata ci sono tre grandi stanze a tatami comunicanti e circondate da un bellissimo giardino. Un byobu (paravento) e le fusuma (le porte scorrevoli) dipinte a fiori, sembravano essere state dipinte da poco. Bellissime. Li, tra questi quasi tesori nazionali abbiamo continuato con le foto. È vero che le coppie di giovani turisti stranieri ci guardavano sorridendo del tipo: “Ma cosa state facendo?” ma l’occasione era unica. Non ho mai girato in un tempio con così tanta gioia e passione nonostante il giardino richiamasse alla calma. Con impudenza poi, la modella spinta da me, è entrata in quella parte del giardino dove non si può entrare. Dopo un minuto la voce di un bonzo ha tuonato: “Non si può entrare, fuori di lì!”. Lei è ritornata brontolando, io invece preoccupato perché con le sue scarpe a tacco alto si sarebbe potuta far male. A quel punto erano ormai le cinque e dovevo andare al lavoro a Osaka così ci siamo separati davanti a un negozio di gelati e granite alla maccha. Avrei voluto entrare e rifornirmi di un po’ glucosio ma ho preferito proseguire e lasciare il tutto per la prossima volta.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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