Fuji Rock festival 2013

Quattromila duecento persone sono state trasportate in ospedale per ipotermia, in giapponese, “necciusho”. Il cinquanta percento di loro sono anziani sopra i sessantacinque anni. Fa caldo. Una spiaggia lontana, il vento che rinfresca il corpo, l’odore del mare e le grida dei bambini che giocano. Pensavo alle Hawaii ma per telefono mio fratello mi ha detto che a Bibione la temperatura è sui ventitre gradi.

Oggi sono andato a trovare un’amica tetraplegica che nonostante tutto è andata in Italia con il marito, un’amica infermiera e i genitori e ha passato una bella settimana a Roma. Ha avuto i suoi problemi come all’albergo dove non c’era il bagno, le strade che la facevano ballare e stancare sulla sedia a rotelle, la metropolitana “pericolosa” da usare perché gli ascensori non funzionano (così le hanno detto). Nonostante tutto, il viaggio le è piaciuto moltissimo. Ha potuto rivedere il Pantheon che non vedeva da anni, il Vaticano sempre affollatissimo. Lì il marito ha dovuto prenderla in braccio e farsi cinque piani per riportare la moglie al pianoterra. Ha mangiato benissimo e la cena sul Trastevere è stata romanticissima. Per il momento non ha progetti per un nuovo viaggio ma vuole continuare a imparare l’italiano. Sono sicuro che anche il prossimo anno farà un altro viaggio questa volta forse più preparata.

Inoltre, ieri sono andato a trovare Ken san, l’amico liuteaio che ripara e fa le chitarre elettriche. Erano due mesi che non lo vedevo e volevo ringraziarlo per avermi permesso di usare le sue foto per la mostra fotografica di maggio. L’ho trovato in forma e mi avvisato che alla fine di luglio andrà a Niigata, nelle montagne per assistere al “Fuji Rock festival 2013”, una rassegna di concerti di gruppi rock che vengono da ogni parte del mondo per assistere a questo evento speciale. Tre giorni, in mezzo alle montagne, vengono allestiti apposta i palchi, i negozi per i visitatori e i gruppi. È un evento da non perdere. “Per spostarsi da un palco all’altro si deve salire e scendere le montagne. Ci si stanca moltissimo ma ne vale la pena. Ci vado ogni anno”. Ascoltandolo ho provato a fare alcune foto ma dopo una quindicina di minuti sono dovuto tornare a casa. La stanchezza si era fatta sentire più presto del solito.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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