Che settimana!!!

Con il senno di poi è facile dire che era prevedibile e stava per arrivare ma quando si è in vortice e non ci si riesce a fermare allora si vede poco e non ci si accorge di nulla, o quasi.

Domenica mattina scorsa mi sono svegliato con una forte pressione sul petto e facevo fatica a respirare. Il respiro era molto superficiale e avevo il lato sinitro del petto dolorante. Il giorno prima mi sentivo stanco e avevo un po’ di dolori ma non come domenica mattina così ho preso la bicicletta (non finirò mai di stupirmi!!) e sono andato in ospedale per vedere che cosa avevo.

Fatte le radiografie il dottore mi ha chiamato dicendomi: “Hai due costole rotte e il polmone sinistro rimpicciolito. Guarda, nella parte alta c’è molta aria. Dobbiamo toglierla adesso. Devi ricoverarti in ospedale.” A quelle parole tutto il mondo si è fermato e ho pensato a mia figlia che sarebbe stata a casa da sola e avrebbe dovuto fare tutto compresa la spola tra casa e ospedale. Le ho telefonato e ho spiegato la situazione (poi mia suocera mi ha detto che quando Elena le ha telefonato stava piangendo ed era quasi in panico).

Il dottore mi ha fatto distendere sul lettino, mi ha fatto spogliare, anestesia locale e ha accattato un catetere (un tubetto??) al polmone sinistro facendo uscire l’aria che era rimasta bloccata e che impediva al polmone di poter ritornare alla forma originale. Mi ha fatto sentire il rumore dell’aria che estraeva. Il tutto è durato una decina di minuti o forse meno. Poi mi hanno fatto sedere sempre con il catetere che usciva dal petto alla cui estremità era attaccata un pacco di plastica con dei vasi comunicanti e sono andato subito a fare le radiografie. Da lì nella stanza al sesto piano dove le infermiere hanno applicato i cerotti e le bende necessarie per tenere fermo il catetere (mi sono anche fatto fotografare, una specie di foto ricordo che mi ricorda i “Borg” della serie Star Trek). Hanno poi attaccato il pacco di plastica a un motore che serviva per mantenere una pressione più bassa con l’esterno in modo da forzare il polmone a ritornare alla sua grandezza originale.

Poi mi hanno lasciato solo e ho cominciato a mandare messaggi a tutti tra cui a Shiho san per avvertirla che non sarei più potuto andare alla Futari Ten. Alle undici e quarantacinque mi hanno portato il pranzo che ho mangiato con poco appentito ma che ricordo buono.

Nel pomeriggio sono venute Elena con la nonna e mia cognata, preoccupatissime ma dopo che mi hanno visto abbastanza sveglio e non fasciato come una mummia si sono un po’ rincuorate. Da qui è cominciato il breve viaggio doloroso di alcuni giorni, o meglio notti, nella quali sono stato attaccato dal panico a causa del dolore e delle preoccupazioni. I primi tre giorni sono stati i peggiori perché non sapevo quante ore durassero. Ci sono voluti tre giorni per capirlo ma a quel punto stavo già meglio. Al quarto giorno il polmone era tornato alla grandezza naturale e potevo muovermi con facilità nonostante il pacco sempre attaccato da portare in giro.

Il giorno più bello è stato domenica quando il dottore mi ha chiamato dicendomi che non avevo più bisogno del catetere. Anche questa volta, durante la piccola operazione mi sono fatto fotografare, da Borg a Umano (forse). Ero felicissimo ma ancora un po’ dolorante. Ormai avevo quasi smesso di prendere gli analgesici e potevo capire benissimo quali fossero e sono tutt’ora le fratture alle costole.

Lunedì il dottore è venuto per spiegarmi che il giorno dopo sarei potuto uscire senza problemi ma dopo cinque minuti è tornato indietro chiedendomi: “Potresti uscire adesso per favore? Abbiamo un paziente grave e non sappiano dove metterlo” Così un po gioioso e un po’ preoccupato mi sono cambiato e dopo aver ricevuto il conto da pagare ho salutato le infermiere e preso il tassì sono tornato a casa. In famiglia tutti si sono meravigliati e preoccupati perché ero tornato a casa molto prima del previsto (due settimane di degenza ridotte a otto giorni). Elena era stanchissima e aveva la febbre così mi sono visto diventare infermiere a mia volta. Le esperienze in ospedale hanno aiutato parecchio.

Come ho passato questi giorni di degenza?

Leggendo libri al pc, non avevo nessuna connessione internet e questo mi ha fatto bene, e fotografando gli infermieri e le infermiere ma soprattutto me stesso. Ho usato la funzione timer e per i corridoi, i bagni, le sale d’attesa e anche a letto ho scoperto la mia immagine con cui ho cercato di giocare un po’.

Piano piano continuerò a scrivere.

Mata ne

Fabio

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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4 Responses to Che settimana!!!

  1. Ciao Fabio, spero ti sia rimesso in forma. Tanti auguri. Fabrizio Alzati

    • fabiosalvagno says:

      Caro Fabrizio

      Grazie per gli auguri. Per rimettermi in forma
      ci vorra` ancora un mesetto e per il momento non riesco
      ancora atenere in mano la reflex, ma entro una settimana
      spero di poter ritornare in forma per fare almeno alcuni scatti.

      Fabio

  2. Ivan Mrankov says:

    Caro Fabio,
    leggo adesso della tua disavventura.
    Anche se in ritardo visto che sei già sulla buona strada della guarigione completa vorrei farti i miei migliori auguri sperando tu torni più forte di prima.

    Mi permetto un osservazione: noto spesso tu parli della tua stanchezza ad un certo punto della giornata. Puo’ darsi al momento sia dovuta alla tua degenza ma notavo anche prima questa cosa che personalmente mi aveva colpito.
    So che in Giappone la vita e’ frenetica e che il caldo estivo nel Kansai e’ micidiale ma mi sorge il dubbio che la tua dieta (vegetariana) sia incompleta e non ti dia le energie necessarie: dalle foto si vede non hai problemi di linea o grasso in eccesso che ti sfinisca a portarlo in giro quindi mi domando non sarebbe il caso di vedere magari un nutrizionista o cambiare dieta arricchendola (non dico mangiando carne)?

    Un abbraccio (prudente visto il tuo costato).
    Ivan

    • fabiosalvagno says:

      Caro Ivan
      grazie per il messaggio e i preziosi consigli.
      Difatti ho cambiato la mia dieta introducendo anche il pesce e e piu` carboidrati.
      Due giorni fa` ho tolto il corsetto perche` altrimenti avrei quasi perso conoscenza.
      Trentasei gradi afosi con il corsetto era quasi un inferno.
      Adesso sto molto meglio e anche con piu` forze.
      Sono stato in ospedale per delgi esami e tutto e` risultato normale.
      Nella mia dieta mi sono accorto che mi mancava il sale, cioe` ne prendevo poco.
      Ho gia` cominciato a rimediare.

      Grazie ancora di cuore per i consigli e per leggere il mio blog.

      Un abbraccio anche a te.

      Arigatou

      Fabio

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