La crisi dei 58 anni?

Domenica scorsa ho incontrato un vecchio amico-ex studente di italiano (lo parla e forse lo scrive meglio di me) per pranzo e per fare una chiacchierata tra uomini-padri. Di solito parlo quasi sempre con persone più giovani di me, quando non si tratta di insegnare la lingua, e questa opportunità è stata beneaccetta, anzi di più. Venire a conoscenza dei pensieri di un padre giapponese con figli che hanno più o meno l’età di Elena mi ha dato degli elementi da valutare ma la parte che mi è rimasta più impressa è stata quella del dopo pensione.

In Giappone tutti vanno in pensione, adesso, a sessant’anni, e poi? Per le persone che sono state in un ambiente altamente stimoltante, in tutti i sensi (meno quelli carnali, forse) e gratificante per la responsabilità acquisita, venirsi a trovare ad un tratto senza nulla da fare, senza un compito, un obbiettivo, senza sentirsi utili, fa veramente paura. Circolano voci di ex colleghi che dopo due o tre anni di pensione muoiono improvvisamente perché non sapevano cosa fare una volta in pensione.

Questo mi amico è stato per molti anni in Europa e conosce almeno un po’ come vivono gli italiani e gli inglesi. Vuole comunque continuare a progettare la propria vita futura visto che “ho solo due anni per decidere”. Progetti tanti tra cui quello di studiare a Bologna per tre o quattro anni. “E poi?” mi ha chiesto. Qui mi sono un po’ sorpreso. Progettare il futuro è un’ottima cosa ma pensare a un “poi” di un progetto per la propria vita forse è un po’ troppo, almeno per me. Vivere alla giornata e scoprire che cosa c’è dietro l’angolo di casa non è mia male.

Abbiamo un’amica comune che ha settantadue anni, che sembra averne cinquanta e che sta benissimo. Ha i suoi piccoli e grandi progetti e non sembra soffrire gli anni della pensione, anzi! Ieri l’ho incontrata, le ho spiegato il tutto e lei mi fa: “Fabio, per me il presente, l’adesso, è importante! Il passato è passato, il futuro è ancora da venire. Che vado a preoccuparmi per il futuro? Non riesco mica a capire le persone che si preoccupano per il futuro.”

Sicuramente a entrambi non mancano i soldi per vivere ne per viaggiare o fare ciò che vogliono. Sarà l’ambiente, la diversità di sesso, le esperienze che hanno fatto fin’ora. In giapponese si dice “osuso wake” dare una parte del grande regalo che si è ricevuto. Ecco questa volta ho ricevuto e fatto un po’ di esperienza di vita.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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2 Responses to La crisi dei 58 anni?

  1. graziabruschi says:

    bello leggerti, ciao

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