L’allarme

Alle cinque e trentatre minuti l’allarme del telefonino di mia figlia ha cominciato a suonare. Però non era l’allarme sveglia, era un segnale che non avevo mai sentito, smorzato come se qualcuno stesse soffocando, un segnale che porta un leggero sgomento ed è proprio questo che mi ha svegliato e mi ha fatto saltare giù dal letto sapendo che sarebbe arrivata la scossa che è arrivata nell’attimo in cui ho messo piede per terra. L’allarme continuava a suonare e a quel punto anche mia figlia si è svegliata. Pensavo a una scossa molto grande e imminente invece tutto si è fatto tranquillo. Ombre lontane del terremoto di Awaji si sono fatte vicine e pesanti. Diciottoanni fa, quasi alla stessa ora, un terremoto del settimo grado ha devastato Kobe. Le immagini si sono risvegliate così abbiamo acceso la tv che già trasmetteva della scossa e della magnitudo sei meno proprio a Awajishima. A Osaka una cinque meno.

Ho molte conoscenze sia a Osaka che a Kobe così ho mandato subito dei messaggi sapendo però che il terremoto di questa volta era molto più leggero e quasi sicuramente con meno danni perché le immagini alla tv non mostravano nulla di catastrofico, solo alcune automobili che correvano per l’autostrada e qualche statua cadura in qualche cimitero a Awajishima. Ho acceso il pc e ho controllato le notizie del terremoto sulla pagina sempre aggiornata di Yahoo per i terremoti (ce ne sono quasi ogni giorno). Alla tv intanto trasmettevano i dati delle linee ferroviarie ferme o con qualche ritardo; notizie di ascensori che non funzionavano e della pressione dell’acqua nella città di Osaka che era più bassa del normale ma che continuava a funzionare. In questi casi le “linee vita”: elettricità, acqua e telefono (telefonino e internet), linee ferroviarie e autostrade sono le prime ad essere controllate. A quel punto ho scritto un breve commento su Facebook e dopo aver ricevuto le risposte dai conoscenti sono tornato a letto per dormire per altre due ore. Ero teso ma ieri ero andato a letto tardi e avevo una lunga giornata davanti.

Ero un po’ preoccupato per la linea ferroviaria privata Hankyu che mi porta quasi ogni giorno a Kobe e a Osaka ma, sebbene con dieci minuti di ritardo di partenza, mi ha portato a Osaka in orario. Essendo poi sabato e pensando alla qualtità di turisti che si sarebbe riversata non solo su Kyoto ma anche su Osaka i tecnici delle linee ferroviarie hanno fatto un ottimo lavoro. La brutta esperienza di diciotto anni fa ha sicuramente maturato rendendo il sistema più sicuro e veloce nelle riparazioni e nel controllo dei danni.

Per il resto la giornata è andata avanti senza intoppi, anzi, Elena è uscita con le amiche delle superiori per una giornata di riposo. Quasi ogni giorno usa una apli “Line” che la tiene sempre in contatto con tutte.

Per domani si prevedono ventitre gradi e pioggia nel pomeriggio.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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