Un incontro

Ho usato questo titolo anche in passato e non voglio essere ripetitivo ma anche questa volta è stato un incontro fortuito e che voglio portare avanti.

Ieri sono stato a Osaka tutto il giorno e tra una lezione e l’altra sono andato in giro a distribuire le cartoline della mostra. Alla fine mi sono fermato in un ristorante di cui conosco il proprietario e li, non avendo nessuno con cui parlare, ho attaccato bottone con il signore seduto accanto a me che mangiava il suo antipasto con gusto. Sono venuto a sapere che lavora nel museo vicino al ristorante e va spesso in Europa per cercare le giovani leve artistiche e per programmare le esposizioni future. Mi ha parlato della biennale di Venezia e di quanto gli piaccia: “Una volta era solo ai giardini invece adesso l’hanno allargata. Andare a Venezia è sempre un’esperienza speciale, sembra di essere in un mondo da sogno.” La sua prima biennale veneziana è stata ancora vent’anni fa cosi tra un fusillo al pomodoro e l’altro ci siamo un po’ conosciuti. Alla fine gli ho dato il biglietto da visita sperando che mi contattasse, cosa che ha fatto quasi subito dal suo pc. Vorrei andare a trovarlo al museo per salutarlo e magari poter vedere com’è il suo ufficio o posto di lavoro.

Intanto il periodo principale di fioritura dei ciliegi è quasi finito ma il numero dei turisti continua a crescere. Domani e dopodomani si prevede pioggia e con questa mi sa che tutti i petali cadranno. Personalmente i ciliegi sotto la pioggia non dispiacciono, anzi hanno un’aria un po’ triste quasi da signora che piange per la brevissima apparizione. Infatti quest’anno la fioritura sarà durata una settimana al massimo, bellissima al suo apice, elegante e un po’ nostalgica verso la fine.

La vita continua e Elena è tornata dai due giorni di freshman camp dove ha fatto amicizie anche insperate o meglio che, secondo lei, non le vanno bene affatto ma anche questo fa parte della vita. Adesso è un po’ imegolata con le iscrizioni ai vari corsi ma un po’ alla volta si sta abituando al sistema. È ancora un po’ disorientata e non sa che cosa l’aspetti anche se tutti I professori hanno avvertito gli studenti che si dovranno dar da fare non solo in classe ma soprattutto fuori con i rapporti che dovranno fare per ogni fine semestre. La biblioteca dell’università è fornitissima poi starà a lei a “farsi l’osso”.

Anche oggi sono stato al laboratorio di chitarre per le ultime foto prima della prossima riunione del gruppo. Mi manca ancora una bel ritratto del giovane maestro ma quella la voglio fare un po’ più avanti. Mi sono accorto che a differenza degli altri artisti che ho conosciuto fin’ora, Ken san sorride di cuore e qualche volta anche malignamente quando lavora il legno, quando prova una chitarra o quando smussa gli angoli di una piccola parte da attaccare sul davanti. Questa volta vorrei portare questo suo sorriso e farlo sentire attraverso tutte la serie di foto. Mi sa che sorriderò anch’io quando stamperò le foto e cercherò di dare una ordine alla sequenza.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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