Anche oggi

È stata una giornata di poco lavoro ma di molti incontri, anche questi importantissimi per il lavoro futuro.

Verso l’una sono andato a Kobe a Sannomiya per mangiare la pizza alla pizzeria Azzurri con un amico veneziano. La ragione principale era quella di vedere i suoi disegni stampati perché l’utima volta me ne aveva fatti vedere alcuni solo sullo schermo del suo telefonino. Anch’io ho portato alcune mie foto così abbiamo passato una decina di minuti a commentarle e poi siamo usciti altrimenti lo staff non avrebbe potuto pranzare (erano le tre passatte). I suoi disegni mi sono piaciuti, per il momento non ha nessuna intenzione di venderli o di mostrarli a qualcuno. È un peccato ma a ognuno il suo tempo.

Kobe è una città quasi non giapponese. Nella zona dove siamo stati oggi, quasi ai piedi della montagna, ho visto molte scritte in italiano di non solo ristoranti e pizzerie ma anche di negozi di vestiti, accessori, parrucchieri e altro ancora. Ho trovato anche un negozio della Caffarel e una pasticceria dove vendevano anche dei cioccolatini fatti in casa a circa due euro l’uno. Una città con molti stranieri e perfino una moschea, la più grande del Giappone da quanto mi ha detto il mio amico. Una città multietnica dove tutti cercano di darsi da fare. E proprio questo “darsi da fare” l’ho constatato oggi camminando per le stradine. Eravamo vicino all’ufficio di un amico quando abbiamo visto un signore non giapponese che stava vendendo dei dolci e due ragazzi di cui uno con una grande macchina fotografica che gli stavano parlando. Passando davanti la mia guida si è fermata e ha salutato questo venditore dicendo che si erano già incontrati. Mentre loro parlavano in inglese io ho cominciato a “interrogare” i due ragazzi davanti al negozio improvvisato: “Siamo due fotografi!”. Uno di loro, il presidente di due studi fotografici, uno a Osaka e uno a Kyoto (ma va?!) mi ha dato il suo biglietto da visita. Gli ho chiesto per due volte, per essere sicuro, se potevo andargli a fare visita perché sono un appassionato di foto e lui ha acconsentito volentieri. Vado a incontrarlo domani senza appuntamento per vedere questo suo studio.

Anche oggi è stata una giornata piena di incontri. Un po’ alla volta sto scoprendo questa città, Kobe, con i suoi abitanti e le sue abitudini. Chissà che cosa scoprirò ancora.

La pizza, una marinara era buona, ma quella Da yuki è migliore. Gusti e opinioni prettamente personali.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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