Appassionatissima dell’Italia

È raro trovarle al giorno d’oggi ma con un po’ di fortuna si possono incontrare nel proprio cammino. Sembra strano che lo scriva io che fin’ora ho incontrato milioni, scusate, miliardi di persone a cui piace l’Italia. Molti di loro però sono infatuati, vedono il Bel Paese come un bel paese dei balocchi dove l’arte domina la vita, dove tutti vanno all’opera e cantano le arie a casa. Sono esperti di cucina e mangiano menu completi, dall’antipasto al dolce due volte al giorno. Ovviamente si beve il vino sempre copioso (forse qui non sbagliano di molto) e l’espresso è d’ordine anche dopo cena. La grappa e il limoncello? Obbligatori. Non vi racconato le occhiate di sorpresa quando incontrano un vegetariano sfegatato con allergia agli alcolici che non beve il caffè perché gli dà aritmia cardiaca.

Però, ci sono sempre quelle persone appassionate, anzi di più, che si vanno a studiare la lingua, che cercano dei negozi di libri usati pezzi rari come “La politica italiana fino al ’98”, oppure cercano nell’internet le esperienze delle proprie coetanee e anche più anziane su quello che veramente è vivere in Italia per una straniera e in particolare una ragazza-donna giapponese. Ecco, ne ho incontrata una così. Anzi la conoscevo perché era ed è una studentessa universitaria del corso di italiano come seconda lingua straniera. Ma in questi mesi, dopo il suo viaggio studio di un mese a Firenze, la sua “voglia di Italia” è continuata ad aumentare. La situazione è del tipo “dammi una mano che ti prendo anche il braccio, o forse di più” e in questo caso sono la persona più felice in questa terra, o almeno in questa parte del globo. Forse esagero e faccio il quadro più bello di quello che è ma non penso di sbagliarmi poi di molto.

Oggi ho cominciato un corso di italiano di quelli “non devi venire e io non devo andarci”. Volevo vedere quante persone sarebbero venute quando lo studio non è obbligatorio. Con la studentessa di cui sopra, sono venute altre tre studentesse, poche per un corso e la prossima volta saremo quasi sicuramente in due, ma non importa. È la prima volta che sento questa voglia di insegnare anche gratis a una persona, a farla parlare il più possibile in italiano in modo che lei possa andare in Italia e studiare quello che vuole studiare. Non nego che sento un forte bisogno di aiuto perché voglio spingerla ad impegnarsi di più e vedere fino a dove riesce a spingersi.

Qui esco da questo ciclo di pensieri altrimenti creo un buco nel blog. E torno alla fotografia. Anche oggi non ho fotografato ma ho regalato due foto di Venezia, prese dal ponte delle Guglie verso San Giobbe, dove sono nato e vissuto fino all’età di tredici anni. È una foto che avrò stampato una trentina di volte. Piace sempre a tutti e una piccola spiegazione ce la metto sempre altrimenti non capiscono di che foto si stratta. Ho spiegato anche di un palazzo dove risiede la scuola media o forse risiedeva.

Elena ha fatto il suo terzo esame di ammissione, il primo dell’università dove vuole veramente entrare. Questa mattina mi ha mandato un messaggio prima di uscire di casa: “Gambaru!”. Lo so e ne sono fiero. In giapponese si direbbe “Oya baka” (padre stupido) e io rispondo “me ni ierete mo itakunai” (non mi fa male neanche se me la mettono nell’occhio, traduzione troppo schietta e diretta ma forse dà l’idea). Perfino mia suocera si è mobilitata, novant’anni sentiti ma ancora forte, e questa sera doveva venire a casa a tenere compagnia a Elena perché di solito mangia da sola. Però si è sentita male e ha preferito restare a riposo. E dopo gli esami che cosa farà? Avrà un mese e mezzo di vacanza dove non sarà obbligata a fare nulla. Sono un po’ preoccupato perché smettere in un colpo di studiare dopo un periodo di altissima concentrazione potrebbe far male (se mi leggesse mio fratello mi darebbe dello schiavista o come minimo “padre tranno”). L’ho fatto presente e Elena mi ha detto che vorrebbe studiare per il TOEIC un esame per constatare il proprio livello di inglese, magari lo farò anch’io per tenerle compagnia. Comunque andremo anche qualche giorno in vacanza, un regalo di mia suocera per Elena. (questo devo averlo scritto in qualche altro post)

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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4 Responses to Appassionatissima dell’Italia

  1. Mami says:

    Che bello trovare ogni tanto persone che si interessano veramente alle cose, e non solo ai loro aspetti superficiali.
    In bocca al lupo ad Elena!

  2. Daniela Capannesi says:

    fammi sapere se vuoi che ti spedisca riviste o libri o dvd dall’Italia x i tuoi corsi: lo faccio volentieri.
    un abbraccio
    Daniela

    • fabiosalvagno says:

      Cara Daniela

      Per il momento non ho ancora
      deciso cosa mi serve ma grazie per l’offerta
      che accetto con gioia. Ti prego solo di aspettare
      per un po’.

      Yoroshiku onegaishimasu.

      Fabio

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