I punteggi dell’esame

“Lo sai che la media dei punteggi delle varie materie del sentaa shiken, il primo esame di ammissione alle università statali, sono cambiati solo di qualche punto durante questi vent’anni?” mi ha detto improvvisamente Elena ieri sera mentre sonnecchiavo dentro il kotatsu. Se si pensa che negli ultimi vent’anni la “difficoltà” dell’esame e la quantità delle domande sono raddoppiate allora mi sono chiesto: “Ma come fanno a mantenere un livello medio?”. Ovviamente non sto pensando agli studenti ma alla commissione che prepara gli esami. È vero che loro quattro volte all’anno ricevono i dati del zenkoku moshi, di prova per prepararsi al vero primo esame di ammissione alle università statali, e da li possono capire più o meno il livello degli aspiranti universitari, ma quando si tratta di più di cinquantamila persone mi è sembrato impossibile ma forse statisticamente pensando non proprio così difficile da attuare.

Allora ho azzardato un “Elena, pensi che allora ognuno di noi sia controllato o almeno sia spinto, anche se alla buona, in una direzione in base alle direzioni di un gruppo di persone?” e la risposta è stata: “No, non penso e penso che tu sia paranoico”. “Allora per le università statali? Non è almeno possibile pensare che gli esami siano programmati per pilotare gli studenti verso qualche università statale più che un altra?”, “Questo è possibile (e quasi sicuramente fattibile)”. A quel punto ho guardato sotto il kotatsu per vedere se c’era una microspia o addirittura un agente segreto in miniatura che ci spiasse. Ho controllato bene e non ho trovato nulla. Ma non si sa mai …

A parte questi allarmismi e fantasie quasi vere, da domani si terrà la mostra fotografica degli studenti dell’università d’arte di Osaka e degli studenti della scuola di fotografia di Umeda. Alcuni minuti fa, sono passato per la galleria a vedere gli studenti che con passione stavano martellando di buona le pareti per poi appendere le loro opere. È una mostra che mi piace perché ho l’occasione di parlare con i giovani e di sentire cosa pensano, il perché della loro scelta di carriera e il loro futuro. In passato mi è capitato spesso di ascoltare da molti di loro che avevano intenzione di tornare nel loro paese per trovare lavoro o stare vicino alla famiglia. Solo pochi hanno preso il volo. Chissà come sarà quest’anno.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
This entry was posted in Uncategorized and tagged , , , , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *