Una lunga giornata

Mi ero un po’ preparato in calzamaglia, due magliette, un po’ di hokaron una scatoletta di mandorle arrostite per un “non si sa mai”, perché pensavo che a Nagahama facesse freddo e ci fosse tanta neve. Invece c’erano nove gradi e camminando ho perfino sudato.

Dovevo incontrare i membri del gruppo alle 10 davanti alla stazione di Nagahama così mi sono svegliato verso le sei e ho preso il treno delle sette e trenta per arrivare alla stazione prima di Nagahama, Tamura, un’ora dopo. Da lì, calcolando le distanze su Google Map, un’ora a piedi sarebbe bastata.

Quando sono arrivato a Tamura sono scesi molti studenti del college che si trova davanti alla stazione. Ragazzi e ragazze che con energia e scherzando tra di loro sono usciti per la loro destinazione. Io ho preso l’uscita opposta e ho chiesto a un impiegato del parcheggio delle biciclette quale fosse la strada per Nagahama. “Cammina per circa duecento metri e poi gira a sinistra. Quella è la statale. Poi prosegui diritto e arriverai a Nagahama, ci vorranno cinquanta minuti a piedi”. Per un po’ ho fatto come mi ha detto ma guardandomi in giro ho cambiato idea e ho puntato per la strada che costeggia il lago. Ho attraversato dei campi e ho trovato un “buco” per il quale sono riuscito a passare sotto le rotaie. Per sicurezza ho fermato due ragazzi e una ragazza e ho chiesto ancora informazioni. Sapevo la strada ma volevo parlare con qualcuno.

A quel punto erano le nove e un quarto. Mi sono incamminato di buona lena ma tra una foto di qua e una di la mi sono accorto che mancavano dieci minuti all’appuntamento ed ero ancora lontano. Ho mandato un messaggio di scusa a tutti e mi sono scostato un po’ dalla strada principale per fotografare le stradine della zona, Nagahama sud. Volevo prendermela con calma e fotografare bene il posto. Li ho chiesto la direzione per la stazione mentre fotografavo “Segui questa strada e arrivi in venti minuti”. La stessa signora che mi ha dato l’indicazione mi ha fatto pure fatto salire in macchina per accompagnarmi alla stazione.

A dire la verità ero un po’ indeciso se salire o meno ma, pensando agli amici e alla mia propensione a non arrivare in ritardo, ho accettato. “Sei americano?” Quando ha saputo che sono italiano sono stato sommerso da una pioggia di: “Ma lo sai che l’Italia mi piace moltissimo? Lo scorso anno ci sono stata due volte.” A quel punto non dava segno di fermarsi: “Sono stata a Roma per sei volte, a Venezia per quattro (più di me allora!!), voglio andare a Capri e poi anche in Sicilia.” Noi italiani siamo veramente pochi in Giappone e forse quasi degli “animali rarissimi” in queste parti del mondo.

Sono arrivato proprio mentre gli amici stavano discutendo dove andare. Un saluto fugace a tutti e dopo aver deciso il punto d’incontro per il pranzo ci siamo sparpagliati alla ricerca delle nostre “prede”. Avevo già fotografato il centro di Nagahama per due volte ma solo per un’ora ciascuna e questa è stata una grande occasione per sentire il polso della città. Quattro ore, esclusa l’ora di pranzo, di fotografie e di chiacchiere con gli amici. Ho solo assaggiato il centro e non conosco ancora i dintorni della città.

Un po’ alla volta sto imparando a concentrarmi solo sui temi che sto sviluppando e a non fotografare tutto quello che mi salta all’occhio ma forse faccio ancora troppe fotografie. Era da molto che non partecipavo a una giornata fotografica così intensa e all’inizio mi sono trovato un po’ impacciato. Quando però sono tornato a casa ero soddisfatto, non delle foto prese che rivedrò solo più avanti, della giornata e di aver fatto conoscenza con il signor Shimizu, un veterano della fotografia a Kyoto. Ovviamente ho potuto conoscere meglio anche gli altri membri, ognuno con un suo carattere e tanta voglia di fotografare.

Sono tornato a casa stanco ma con tanto gelato comprato a Caffellatte per Elena. Le è piaciuto moltissimo, naturalmente. Avevo pensato a un regalino da Nagahama ma Elena stessa mi ha detto: “se hai tempo vai a comprarlo, è da tanto che non lo mangio”.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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2 Responses to Una lunga giornata

  1. ふなずし says:

    昨日はお疲れさまでした。
    楽しい一日でした。
    PCで単語の翻訳を見ながら数行、長浜へ行った時の記述ですね。
    寒さ対策にタイツとTシャツ、ホカロンを準備して
    琵琶湖沿い、線路沿いに写真を撮りながら長浜までというような。
    逐語訳ですがまたトライしてみます。

    • fabiosalvagno says:

      ふなずしさんへ

      ブログまで読んでいただいてうれしいです。日本語でなかなか
      書かないでお許しください。
      ぼちぼち、13日で撮った写真をアップしていきます。
      また誘ってくださいね。

      Ciao

      Fabio

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