Secondo incontro

Il prezzo del biglietto della metropolitana, dell’autobus, l’impossibilità di usare la carta di credito in molti negozi, la mancanza di spiegazioni decenti (in inglese almeno) nei templi meno gettonati, sono alcune delle lacune che la ragazza incontrata ieri mi ha fatto notare. È arrivata in Giappone alcuni giorni fa e ha girato per il Kansai come il vento andandosi a vedere tutti i posti principali e mi ha fatto notare che per uno straniero o turista ci sono varie difficoltà. Inoltre i triangoli, gli onighiri, sono buoni ma non si riesce a capire cosa contengano perché tutte le spiegazioni sono in giapponese.

Certamente aveva gli occhi illuminati di gioia quando mi parlava dei templi e dei santuari che è andata a vedere, delle cose che ha mangiato e delle persone, specialmente le guide turistiche volontarie di Nara, che ha incontrato.

Purtroppo le sue osservazioni sono tutti tasti dolenti che un po’ alla volta dovrebbero essere risolti, comunque è stato bello fare una chiacchierata con una giovane italiana e per di più giornalista che gira il mondo a seguire la moda creata dai giovani stilisti. È un mondo che mi affascina, non della moda di per se ma di questo brulicare di energia infinita generato da un nonsochecosa. Ovvimente ho chiesto anche a questa mia interlocutrice sulle fotografie e sulla mostra del prossimo anno. Mi ha dato alcuni consigli facendo riferimenti a fotografi famosi in questo campo, oltre a questo mi ha accennato a come questi lavorano e seppure solo pochissime parole, sono state parole d’oro.

Un altro consiglio l’ho ricevuto da un mio amico pittore, diverso dagli altri e forse più ragionato: “usa questa occasione per revisionare tutto il tuo lavoro che hai fatto fin’ora ed esporne il succo o una parte della revisione”. Anche questo un ottimo consiglio. Il problema è che mi sembra di aver fatto molto poco e di non aver quasi nulla da revisionare. È stato anche il consiglio di un altro amico che mi aveva detto: “Molti fotografi non professionisti pensano che la cosa più importante sia fotografare e sbagliano. Non revisionano, non si fanno criticare e soprattutto non inoltrano il materiale alle riviste, ai giornali, ai concorsi fotografici, insomma gli manca del tutto la parte del marketing.

Il problema è che facendo così mi sembra di non essere producente e ho paura di non riuscire a ripartire o a ricominciare a fotografare in futuro.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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