Tifone e junk food

Nonostante il tifone, questa mattina siamo usciti per la quasi abituale passeggiata domenicale fino in centro città. Fin’ora Elena è voluta andare allo Starbucks per fare colazione ma questa volta ha dichiarato: “Oggi andiamo a Subway!!”. Subway è un fastfood dove preparano i panini mettendoci tanta verdura a scelta. In pratica si può ordinare il panino che si vuole con gli ingredienti messi in vetrina. Io ho scelto un tutto verdura e mi sono salvato per un soffio.

Per strada Elena si è sfogata raccontandomi di tutti gli esami e le prove che sta facendo a scuola. Il giapponese sta un po’ peggiornado e per questo si è un po’ spaventata. L’inglese migliora leggermente. Così dopo la camminata e il junk-food, siamo andati in libreria per comprare qualche materiale da usare a casa. Era indecisa sul materiale (ce ne sono a scaffali e non dev’essere facile scegliere) ma solo momentaneamente, dopo aver preso la decisione e a causa dell’energia mentale usata, siamo andati in uno Starbucks per riprenderci con qualche dolce. Intanto, fuori la pioggia si faceva più intensa e il vento più forte.

Una volta a casa ho stampato le foto da consegnare alle due modelle che ho fotografato questo mese. I colori, il contrasto, la scelta della grandezza della stampa. Avevo già preparato una selezione il giorno stesso e ho notato che le foto scelte sono un po’ diverse da quelle che ho scelto oggi. Con il tempo cambia un po’ tutto, una ragione in più della mia passione per la fotografia.

Stampando le foto ho ripensato alla riunione del circolo di Kyoto di ieri. Questa volta non il numero della foto presentate non è stato alto, undici sono state scelte dal maestro e una ha vinto di grande misura sulle altre. La parte più interessante sono i commenti dei membri. Per ogni foto scelta il maestro fa commentare la foto a tre persone e poi la commenta lui stesso spiegandoci i punti che avevamo saltato e modificando la foto al pc per renderla un po’ più interessante, viva, intensa, con un alone di storia. Ci sono i veterani che portano sempre delle foto divertenti e quelle dei giovani, serie e un po’ pesanti. Alla fine c’è stata la premiazione e poi le ultime chiacchiere davanti a una tazza di te e alcuni dolci. La riunione si svolge nella stanza di un tempio, viene usato un proiettore collegato a un pc e uno schermo appeso a uno shoji. Il tutto dura circa tre ore e a volte quattro. Per alcuni il tutto si protrae fino al giorno dopo tra bicchieri di sake, di birra e sigarette.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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