Foto a Sannomiya (Kobe)

Non so quale titolo dare a questo post. Vediamo se mi viene mentre scrivo.

Ieri sono stato a Kobe per fotografare un’altra giovane studentessa-modella. Nonostante la bellissima giornata mi sentivo un po’ giù di corda forse a causa della stanchezza dei giorni passati. Adesso che giro come una trottola per il Kansai ho bisogno di molta più energia fisica così cerco di mangiare a un orario prestabilito e più verdura posso anche quando sono fuori.

Quindi … sono arrivato a Kobe un’ora e mezza prima dell’appuntamento e dopo una prima ricognizione della zona, ho pranzato. Un po’ rifocillato, ho voluto fare un po’ di pratica di ritratti. Come fare? Beh, nel centro di Kobe ci sono migliaia di persone che camminano e vanno verso la loro vita. Sono belli, sono li fermi che aspettano, parlano, fumano, ascoltano la musica e sognano. Così tra rifiuti mal espressi e qualche “va a quel paese” in modo gentile, ho fotografato una decina di persone. Una di loro, un giovane ragazzo ha risposto in modo molto positivo, quasi entusiastico.

Quando trovo persone che si fanno fotografare di solito faccio due o tre scatti e poi li saluto. È sempre qualcosa di veloce ma questa volta, questo ragazzo se ne stava li e sembrava voler parlare, comunicare. Miracolo!! Gli ho detto che avevo notato la sua collana dai colori della bandiera italiana ed ero curioso. Parlando ho capito che è uno studente di una scuola professioneale, non so il suo nome, e sta studiando gestione aziendale. A quel punto mi sono presentato e gli ho dato il mio biglietto da visita, dove c’è scritto che sono un insegnante di italiano. Si è meravigliato e a sparato un paio di “sugoi ssne!!”. Gli ho spiegato che sto facendo pratica per creare un mio portafoglio di ritratti poi poter lavorare con modelli/e professioniste. Gli ho chiesto se poteva posare per me e ha accettato volentieri. Giovanissimo, curioso e estasiato.

Tornando alla sessione fotografica di questa volta … non è andata bene. Anzi è andata male ma quanta esperienza ha fatto!!! Movimenti impercettivi nel mare di emozioni, piccole discrepanze nelle parole che lasciano intuire che cosa scorre sotto, sviste madornali di elogi al vestito e ai capelli … anche questa volta è andata e il bagaglio di esperienze sta aumentando. Mentre fotografavo mi sono accorto che non facevo molte foto e questo mi ha fatto un po’ paura, era come lasciarsi scappare una grandissima occasione dalle mani ed essere impotente. Rabbia iniziale rivolta in pazienza e attenzione all’apprendere. Solo duecentocinquata foto di cui molte sfocate ma un paio salvabili.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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