L’articolo tradotto

Il link dell’articolo del giornale Asahi che ho tradotto è il seguente:

http://www.asahi.com/special/10005/TKY201103170563.html

e questa è la traduzione:

————————————–

“Non posso andarmene” le parole di un impiegato della Touden (la società che distribuisce l’elettricità) la battaglia contro le radiazioni

La famiglia di questo impiegato si è spaventata quando ha sentito della terribile situazione. Prima del terremoto “è la tecnologia più avanzata al mondo quindi è sicura” erano le parole a cui le famiglie credevano. Pensavano che ci fosse anche un metodo per proteggersi dalla contaminazione.

Un membro della famiglia ha detto: “Il governo e la Touden hanno deciso di uccidere tutti colori che sono rimasti nel posto e che si stanno impegnando? Siamo arrabbiati perché fino ad adesso ci siamo fidati di loro.”

La moglie di questo impiegato che viveva vicino alla centrakle nucleare è preoccupata per la vita del marito.

Mel pomeriggio dell’undici di marzo la terra è tramata violentemente. Gli armadi sono caduti, ho provato a telefonate più volte al marito che lavorava alla centrale. È riuscita a collegarsi a notte fonda. “Sto bene”. Almeno ha capito che era vivo. Poi più nulla.

Quattro giorni dopo che la moglie è stata evaquata ha ricevuto un breve messaggio al telefonino

“L’acqua potabile scarseggia. Le condizioni fisiche stanno peggiorando.”

In questa situazione, riuscirà veramente a fare un lavoro il cui esito influenzerà tutto il Giappone? Una persona della famiglia del marito si dice preoccupata. I dipendenti della Touden sono coloro che hanno più responsabilità e forse non possiamo diue nulla. Però come famiglia vogliamo che facciano subito qualcosa.” Ha detto piangendo.

Lui si trova ancora nella centrale atomica. I corpo di difesa militare ha inizato i gettiti d’acqua verso le stanze dei reattori ma alla famiglia sente un peso forte al cuore e non riesce a guardare direttamente lo schermo della tv.

—————————————————

in un altro articolo ma questa volta del giornale Mainichi la Touden afferma che nessuno è rimasto nella centrale, tutti sono stati evaquati.

Ho chiesto un po’ in giro alle persone che conosco se sono preoccupate per le radiazioni e tutti mi hanno risposto: “Non possiamo scappare e preoccuparci a cosa ci servirebbe?” hanno ragione. Non hanno il lusso di scappare come hanno già fatto molti stranieri. Devono andare avanti a vivere e vogliono farlo al meglio che possono divertendosi più che possono.

La giornata di oggi è stata all’insegna della fotografia e della pubblicità che a volte faccio dei corsi di italiano.

Ho usato una macchina fotografica di quelle vecchie tipo manuale con la pellicola e sono stato a Nanzenji, un santuario zen. Sono riuscito a fare trentasei fotografie ma mi non riuscivo a mandare indietro la pellicola. Sono così andato dal fotografo che mi ha detto che la pellicola era già tutta stata avvolta. Forse non sono riuscito a fare le foto che pensavo di aver fatto. Che rabbia e pensare che sono stato per un’ora a girare sotto gli alberi e il polline.

Per tirarmi su ho mangiato in un buon ristorante italiano nel centro con un’amica che mi ha offerto il pranzo. Grazie B. è stato un’ottimo pranzo e grazie per la compagnia.

Dopo il pranzo ho messo un altro rullino da trentasei nella macchina fotografica e questa volta ho camminato per le strade del centro. Mi sono assicurato che tutto fosse a posto. Proprio all’ultima foto tutto si è fermato, bloccato. Non riuscivo più a manovrarla. Sono così ritornato dal fotografo, che ormai ha già memorizzato il mio nome, e nella piccola camera oscura è riuscito ad estrarre il rullino avvolto sano e salvo. Ho fatto un forte sospiro di sollievo e ho chiesto così di farlo sviluppare. Ci vorranno cinque giorni perché da domani ci saranno tre giorni di festa.

Intanto le scosse si assestamento continuano nel nord. Le radiazioni nelle zone vicine alle centrali atomiche per un raggio di sessanta chilometri sono alte:

in questo link potete vedere la mappa con le misure espresse in microsiever:

http://www.asahi.com/special/gallery_e/view_photo_feat.html?jisin-pg/TKY201103180414.jpg

Il freddo continua ma da domani farà un po’ più caldo.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
This entry was posted in Esperienze personali, terremoto and tagged , , , , . Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *