Il seminario

Come prevedevo, la parte migliore di questo seminario è stato il raduno di molti insegnanti di italiano di molte scuole e università del Kansai. Ognuno con un bagaglio notevole di esprienze nell’insegnamento della lingua italiana in Giappone. Il seminarista a funto da catalizzatore per scambi di punti di vista, modi di insegnare e di correggere o meno gli errori e come correggerli. L’uso del materiale didattico che sia il libro di testo ma anche il cd-rom, il web 2.0 con le sue comunità sparse per il mondo. Alla fin fine si è accertato che per gli insegnati si tratta sempre di disegnare, usare e raccogliere il materiale adatto a ogni classe e a ogni lezione.

Esiste, è vero, la motivazione che può essere molto forte per alcuni e quasi inesistente per altri e questo spesso crea quelle fratture che si verificano nelle classi. Aumentare o stuzzicare la curiosità, motivare gli studenti (le studentesse in Giappone) è la parte più importante e impegnativa da parte dell’insegnate che spesso diventa o un’icona oppure che viene spesso preso come stereotipo di italiano o viene usato come “cavia” per vedere se questi stereotipi sussistono o meno. Nel mio caso come vegetariano sono entrato nel limbo degli inqualificabili e impossibili-da-eticchettare, ma è meglio così.

Il web e la lavagna elettronica. Il primo c’è ma non si sa ancora cosa sia. L’uso del pc, almeno tra le mie studentesse è spesso un peso perché lo si usa al lavoro dalla mattina alla sera. La lavagna elettronica è per il momento una chimera proveniente dagli Stati Uniti. Qui non ci restano che i telefonini o smartphone, iphone che siano e su questi si potrebbe fare un pensierino o anche due.

Ho visto sempre molta enfasi sullo scritto e sull’uso di immagini e video ma non ho sentito niente (colpa mia che non ho tirato fuori l’argomento) della parte glottico-auditiva. Se si vuole imparare a parlare una lingua la si ascolta e la si parla, anche in modo sbagliato ma lo si fa il più a lungo possibile. I fonemi sono ancora relegati a due paginette del testo di grammatica, purtroppo. È vero che il genere e il numero sono importanti ma se non si riesce a distinguere tra una “o” e una “o” quando una persona parla allora sì che ne passerà di acqua sotto i ponti prima che imparino non solo ad ascoltare ma anche a “rubare con l’orecchio” il modo di parlare degli italiani, di copiarlo e poi di integrarlo nel loro modo di parlare.

Sono stato contento di aver partecipato a questo seminario perché ho potuto constatare che ci sono molte persone che si impegnano con tutte le proprie risorse. Questo tipo di incontri sarebbero da fare due o tre volte al mese ma è meglio non desiderare troppo. Il desiderio si potrebbe avverare.

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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