Per il centro di Osaka

Ultimamente mi sto allenando alla Erik Kim per Osaka e più precisamente nella zona di Umeda dove passano tantissime persone. Sono sempre stato attratto nei posti molto affollati ma solo da quando ho cominciato a fotografare. Quando le persone passano molto vicine tra loro e si trovano delle geometrie bellissime e ovviamente anche delle espressioni dei visi attraenti (a volte meno). Certo che non è facile avvicinarsi alle persone, fotografarle e poi chiedere il permesso. Ho trovato che parlando in inglese riesco ad avvicinarmi più facilmente e a buttarmi nella mischia. A volte riesco pure a comunicare. Sono sempre tutte persone simpatiche sia uomini che donne, ragazze, ragazzi. All’inizio si tirano indietro ma poi sorridono. Forse lo faccio solo per il sorriso o per la scarica di adrenalina che provo quando mi avvicino per fotografare. Un po’ alla volta sto imparando a chi e come avvicinarmi e con la pratica riuscirò anche ad anticipare i momenti più cruciali. E visto che mi sto abituando, preparerò delle fotografie-pubblicità delle due mostre fotografiche a cui parteciperò in maggio. La pubblicità è l’anima del commercio.

Intanto le giornate si allungano e la pollinosi si fa sentire, come ogni anno. Nella regione di Tokyo ieri c’è stato un terremoto del quinto grado ma in città non si sono stati danni gravi. Nella regione del Tohoku però c’è stato tanto spavento e una piccola tsunami di dieci centimetri. C’è stato anche un altro terremoto del quinto grado al largo delle coste dell’isola di Hokkaido, della parte dell’oceano pacifico. Anche qui c’è stata una piccola tsunami e i sismologi hanno detto che c’è la possibilità di un altro grande terremoto. Controllando tramite Yahoo Japan si può capire che in mattinata, ogni ora, c’è stata una scossa di assestamento del terzo grado. È passato circa un anno dal grande terremoto che ha sconvolto il Giappone e la popolazione ha imparato tanto. Sono diventati più forti, più previdenti ma c’è ancora bisogno di molto aiuto e non solo economico.

Tra tutto ciò, il sindaco di Osaka ha deciso che in tutte le scuole della città si debba cantare l’inno nazionale. Alcuni professori non lo vogliono fare e ne hanno parlato alla tv. Mi sa che ormai si è persa la nozione di cosa dovrebbe essere la scuola e invece si sta facendo strada la nozione di caserma o qualcosa di peggio. C’è stato anche un grande polverone se bocciare i meno bravi alle scuole dell’obbligo. Qui nessuno viene bocciato fino alla terza media (o alla terza superiore) nonostante le materie studiate non siano capite bene dagli studenti. Tutti della stessa età. Tutti a studire le stesse cose anche se non le si capisce. Le nozioni di base sono fondamentali ma, a differenza di cinquant’anni fa, adesso i bambini di tre anni o meno riescono a leggere anche senza andare a scuola. La televisione è indubbiamente una finestra dalla quale si impara e o si è influenzati ma mi sembra che il sistema non regga poi così tanto bene. Serve ancora qualcosa imparare a memoria le poesie per passare un esame? Quante persone dopo il diploma o la laurea le hanno più imparate? Hanno preso in mano un libro perché vogliono divertirsi leggendo? Non intendo dire che memorizzare sia sbagliato, anzi tutt’altro ma non a scuola per passare degli esami. Vedrei le lezioni più aperte alla fantasia degli studenti nel portare avanti dei progetti da cui ognuno imparerà qualcosa di diverso dagli altri. Rigore, autodisciplina, perseveranza acquisite non perché si è andati al militare ma perché si prova gioia, curiosità, voglia di scoprire e di aiutare il prossimo. Lo so che sto idealizzando il tutto e che i professori e i maestri delle scuole spesso si trovano a confrontare una realtà molto lontana dall’ideale a causa di problemi sociali interni ed esterni alle famiglie. Eppure se nelle aule delle scuole si sentissero gridolini di gioia, se gli occhi dei bambini-ragazzi-studenti brillassero di vita e di passione mi sa che in due o tre generazioni il mondo sarebbe un’altra cosa. Come è accaduto dopo gli anni venti quando si decise che i bambini non dovevano più lavorare ma dovevano andare a scuola per imparare (a diventare i futuri operai di massa per un’economia di massa che adesso sta declinando velocemente grazie all’internet). I bambini non venivano più maltrattati (per molti anni nelle scuole forse sì, ma non come nel passato).

Un po’ mi sono sfogato. In parte ispirato da “Stop Stealing Dreams” di Seth Godin (non l’ho ancora letto tutto).

この数日間、梅田近辺に歩いている人々を撮影している。許可なし、近づいてどうどうと写真を撮る。一瞬に驚かれた後、必ず皆はいい笑顔になって「ピース」サインをしてくれる。自分のフアンを増やすために、これから写真展の宣伝のハガキを作って配ろうと思う(ヴェネツィアの写真付きであれば嫌がる人はいないだろう)。

先日に会ってくださった画家さんで中国の歴史の教授を務めた菅井滋円先生はいい刺激になった。短い時間の中に一つの質問で「写真を上手くなるためには写真をたくさん撮ればいいと多くの写真家は言っている。絵画の世界も同じですか」という質問に「そうだ。撮れば撮るほど、描けば描くほど、テーマは自然に絞って行きます」。なるほど!と思った。実際にそうなりつつあると感じている。ケーキとコーヒーを頂いたあと、先生の本までいただいた。もちろん、モデルまで努めていただいたが、まだまだ足りない。これからも宜しくお願いしいます。

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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2 Responses to Per il centro di Osaka

  1. Miriam e Guido says:

    Ciao F. Concordo con il tuo sfogo sulla scuola. Anch’io vorrei una scuola dove le donne e gli uomini del futuro fossero educati a scoprire ognuno la sua forza, il suo sogno latente, ma anche alla fatica, al sacrificio, alla resistenza. Una scuola dove il rispetto per se stessi e per l’altro scaturisse dall’autorevolezza e non dall’autorità dell’insegnante. I miei colleghi ed io cerchiamo ogni giorno di lavorare senza dimenticarci quegli obiettivi e certi giorni arriviamo a casa stremati. Domani sera (domenica) la mia stupenda collega di musica porterà 30 nostri studenti al Regio, dove ci sarà anche Monti, al concerto di chiusura delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia e sabato porteremo 4 classi, sempre al Regio, a sentire Mozart diretto da Yutaka Sado. Chi ce lo fa fare? La gioia di far loro vedere e non solo sentire la musica, ma anche di vederli in un altro contesto e con occhi diversi. Buona Pasqua e se vuoi una colomba da Torino, faccelo sapere. Guido (anche lui appassionato di foto) ed io torneremo in Giappone. Ciao. Miriam

    • fabiosalvagno says:

      Carissimi Miriam e Guido

      Chi ce lo fa fare? E` vero, la passione, la gioia di vedere gli studenti
      che possono fare delle nuove esperienze o esperienze che non avrebbero
      mai potuto fare. Qualcosa che resti loro dentro e che sicuramente maturera`
      in futuro quando anche loro saranno adulti e avrenno le loro “gatte da pelare”.

      La Pasqua!!! Me l’ero dimenticato. Ormai sono anni che non la celebro e non
      vado a messa. Grazie ancora. Per la colomba, si` se c’e` una piccola colombina,
      la accetto volentieri.

      Itsumo arigatou

      Mata ne

      Fabio

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