Ludovico Einaudi

Che rabbia!!! Ormai le scuse non valgono più. In giapponese si dice “boke, boke”, oppure “bokeru”. Mi ero dimenticato del giorno del concerto al pianoforte di Ludovico Einaudi. Era per oggi … . Avevo una lezione che ho posticipato, con il gentile consenso della studente, e ho mandato un messaggio a sorpresa a Elena perché ci trovassimo vicino al teatro dove avremmo ascoltato l’esibizione. Pensavo che Elena recalcitrasse perché ho deciso tutto all’improvviso ma dai messaggi che mi ha madato sembrava anche contenta di andarci. Poi però alla sera ha cominciato a brontolare via messaggini e qui la aspettavo. Quando si tratta di uscire per qualche occasione anche speciale, è sempre indecisa fino alla fine, e anche dopo che è uscita di casa, sul vestito da mettersi. È vero che non ne ha moltii ma quelli che ha riesce sempre ad abbinarli molto bene, nonostante ciò non è mai sicura del suo stile. Comunque è uscita e ci siamo incontrati a mezza strada. Nel tassì mi ha raccontato degli esami alla scuola appena finiti e di alcuni “momenti critici” che ha avuto con la sua più grande amica di scuola.

Ludovico Einaudi è stato eccezzionale. Ascolto parecchio le sue musiche quando voglio scrivere al pc e concentrarmi. Questa volta, dal vivo, è stato tutto più scintillante, più brillante e allegro. Elena ha preso il sonno e anch’io ero nell’oblio un po’ causato dalla stanchezza della lunga giornata. Nondimeno è piaciuto e abbiamo passato un venerdì sera diverso dagli altri. Qualche volta ci vuole. Nel tassì di ritorno Elena mi fa: “Ma lo sai che non so se la sua musica mi piace o meno? Per me è stata soltanto un’esibizione al pianoforte. Pensi che sia negata per la musica?” Nelle sue vene scorre sangue giapponese ma anche italiano e fino a quando c’è, se non glielo tolgono con qualche trasfusione maligna, la musica ce l’avrà nel sangue per sempre. Una volta tornati a casa ho capito il perché delle sue preoccupazioni: alla scuola c’è stata la riunione con i professori che hanno spiegato il programma di studio del prossimo anno. Tra le varie lezioni gli studenti dovranno scegliere se prendere lezioni di musica, arte o calligrafia giapponese. “Lasciamo perdere la calligrafia giapponese. Stavo pensando all’arte perché la trovo più vicina. Per la musica ci sarà da suonare uno strumento, da cantare una canzone in italiano o in tedesco e da fare un piccolo esame sulla storia della musica. Secondo te quale dovrei scegliere? Tu quale sceglieresti?” Le ho fatto notare che sia per le lezioni di arte, pittura e uso della terracotta, sia per quelle di musica potrebbero accompagnarla per tutta la vita. Sono arti che se imparate possono dare un senso di sicurezza, stabilità di carattere e fiducia in se stessi perché danno la possibilità di esprimersi. Ho tergiversato un po’ poi le ho consigliato la musica. Chissà quale delle due sceglierà.

Mentre assistevamo al concerto, una signora mi ha lasciato un messaggio al telefonino chiedendomi di richiamarla. Non ricordandomi chi fosse le ho telefonato e mi ha detto che vuole incontrarmi perché sta a Kyoto così sono stato invitato a cena per le sei e mezzo di domani. Il problema è che non mi ricordo ancora chi sia nonostante mi abbia detto che ci siamo incontrati qualche tempo fa insieme a un’altra persona di cui mi ha detto il nome e di cui non ricordo nulla. Forse sto perdendo colpi. Chissà chi sarà questa signora …

 

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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9 Responses to Ludovico Einaudi

  1. Beatrice says:

    Ah ah ah ah ah ah!!! Fingere fingere fingere sempre quando non ti ricordi una persona che sembra conoscerti!! (no, scherzo…anche se il giapponese, con le sue frasi ambigue, si presta…)

    • fabiosalvagno says:

      Cara Beatrice

      e dire che sono bravo a fingere. Meno male che mi sono ricordato di tutto …

      だれだったっけ~!!その内に思い出すだろうと思って、やはり思い出せた。優秀、優秀!!

      またね

      Fabio

  2. Marilena says:

    O Fabio, per carità, se Elena dovesse cantare una canzone in italiano che non sia O’ sole mio! Per favore! O’sole mio nooooooo!!!!!!!

  3. miriam says:

    Ciao Fabio, viste le amnesie che lamenti, è doveroso iniziare con un “ti ricordi, ci siamo incontrati a luglio al Nishijin Textile Centre, ero con un’amica inglese, c’era anche Kyoko …”
    Vista la tua passione per la fotografia, ieri su “tuttoLIBRI” (inserto de La Stampa) ho visto un articolo su un nuovo libro intitolato ” Le icone di Hiroshima. Fotografie, storia e memoria” di Annarita Curcio, edito da Postcart, editore specializzato in testi sulla fotografia. Cito dall’articolo : “Lo schema grafico della collana cui appartiene il volume (Postwords), contempla una griglia di nove rettangoli nella parte alta della copertina. In altre opere questi sono colorati, o riempiti da immagini, e danno il senso di una scacchiera. Qui una sola immagine, il fungo, satura invece tutto lo spazio.”
    Ho pensato quindi che il nome dell’editore e della collana potevano interessarti.
    Ciao. Miriam
    P.S. Dolce siciliano con contaminazione giapponese: ieri ho fatto lo sciuscello (dolce con uova, ricotta, cioccolato etc e all’impasto ho aggiunto un cucchiaino di matcha. Proprio buono, anche se il colore andrebbe bene per i Simpson.

    • fabiosalvagno says:

      Cara Miriam
      certo che mi ricordo di te e anche dei pomodori che comprammo da quella signora con il
      camioncino pieno di verdure …

      Ti ringrazio moltissimo per il suggerimento. Si il libro e la collana mi interessano moltissimo.
      Anche qui ci sono moltissimi libri sul genere e presi dai grandi della fotografia giapponese
      ma fin’ora non mi ero mai addentrato nel tema. Mi hai dato l’occasione.

      Il cannolo siciliano alla maccha lo vorrei assaggiare veramente. Forse il colore
      non sara` stato dei piu` invitanti ma il gusto sara` stato sicuramente speciale.

      Mata ne

      Fabio

  4. Marilena says:

    “Sapore di sale”, “Il cielo in una stanza”; Se stasera sono qui”, “Mondo”, una lacrima sul viso, Senza Fine , legata ad un granello di sabbia , I watussi, C’era un ragazzo che come me amava i beatles e i rolling stones, Mi ritorni in mente…
    tutto battisti, de andrè e gino paoli.
    Ma perchè proprio quei decenni??? Musicalmente o sono una scopiazzatura dagli americani, o sono così politicizzati (Dio è morto, di Bertoli! ecc.) che cantare non è poi così un atto spensierato…. boh, io trovo che gli anni ottanta-novanta siano i migliori… a proposito, la conosci Noemi? Bellissima voce. E’ alle cronache da quando NON ha vinto una serie di “Xfactor” un paio d’anni fa. Grande potenza. Te la linko.
    http://www.youtube.com/watch?v=MUWl1LDQFfk&ob=av3n
    Altri bei titoli suoi: Briciole, Per tutta la vita.
    A presto.
    Mari
    P.S. Che elena si faccia riprendere e poi mettere su you tube non ci credo nemmeno se la vedo!!!!!!

    • fabiosalvagno says:

      Cara Marilena

      grazie per il link ma youtube mi dice che non si puo` vedere dal paese in cui vivo.
      Ci deve essere una protezione di qualche genere. Vedo se riesco ad usare un’altra strada.
      (L’ho trovata comunque qui: http://www.rnbjunk.com/noemi-odio-tutti-i-cantanti-nuovo-video/)
      Ha una bella vice. Piano piano mi documento.

      Gli anni ottanta e novanta in Giappone sono quasi sconosciuti. Forse perche` negli anni cinquanta
      il festival di San Remo veniva trasmesso in diretta anche in Giappone quindi i sessantenni
      e settantenni conoscono bene Gigliola Cinquetti e Milva. Poi un buco (per me dagli anni
      ’90 in poi)

      Recupereremo.

      Mata ne.

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