Prima giornata di lavoro

Venti gradi alla mattina con un leggero venticello. Fa freschetto andare in giro in bicicletta . Nel pomeriggio fa ancora abbastanza caldo e si suda se in maniche lunghe.

È stata anche oggi una giornata lunga e i trenta minuti più densi e intrisi di emozione sono stati nell’ufficio del mio amico fotografo. Alcune settimane fsa gli avevo chiesto di mostrarmi come funziona una macchina fotografica a medio formato così aveva preparato i contenitori per le pellicole e ne aveva ordinate un pacchetto da venti. Costano carissime, quasi ottanta euro senza contare lo sviluppo, forse troppo però ho pensato che usando una macchina così grande e tutta analogica avrei potuto fare un’esperienza diversa. Ebbene nel pomeriggio sono stato solo per trenta minuti nel suo ufficio e lui era li che si impegnava a spiegarmi per filo e per segno come si usassero gli obbiettivi. Si vedeva che era veramente preoccupato: “Aspetta che ti spiego bene e non solo una volta perché altrimenti non ci tiri fuori nulla.” Ammetto che sono un tipo che prima di studiare prova e si sbatte la testa così forte da rimanere tramortito per molto tempo e questo lui lo aveva intuito. Tra una sua spiegazione e l’altra ho azzardato qualche domanda e “mi sembra” di aver capito come si dovrebbe azionare la macchina fotografica. Ha solo parti metalliche, l’elettronica non è presente. Lo schermo sul retro mostra l’immagine al rovescio e per alcuni minuti non sono riuscito a vedere nulla. “Strano! Ma sei sicuro?” Mi ha chiesto. Alla fine è venuto fuori che non aveva ancora tolto il coperchio sul retro dell’obbiettivo. Ci siamo fatti una grandissima risata e poi abbiamo continuato. A quel punto i trenta minuti che avevo a disposizione erano finiti così ho dovuto lasciare tutto in sospeso. Che peccato!!! D’altronde anche lui sembrava stanco da una lunga giornata passata in ufficio.

Durante le spiegazioni a volte ricordava le sue esperienza passate a riempire i contenitori delle pellicole allo scuro dentro l’armadio di una stanza giapponese: “Pensa che a ogni viaggio mi portavo circa duecento contenitori (o cartucce), quattrocento fotografie in tutto.” È vero che con la digitale in un giorno sono riuscito a farne circa duemila cinquecento ma sono molto leggere se confrontate anche a una di questo tipo. Non sono state solo le sue esperienze che mi hanno colpito, sono state le parole che usava, parole che non conoscevo ma di cui potevo sentire la fluidità del pensiero e dell’artista sempre in movimento. E il suo sorriso, e la sua postura più retta, vigorosa, vivace, attiva. Si era quasi trasformato, ringiovanito. Alla fine mi ha invitato a passare ancora ma con molto più tempo a disposizione. Mi ha detto che non mi farà pagare i soldi per “l’insegnamento” di come funziona la macchina fotografica e com’è giusto pagherò per le pellicolle.”

ユーロは101円まで下がって驚いた。これからもっと下がるのか。もう一度上がるのか。イタリアのニューズからベルスコーニ首相の女性問題で新聞に叩かれている。南からの大きな若者の津波は来たイタリアをこれから襲うそうだ。仕事がないだけでなくチャンスを追って行く彼らは頼もしい反面、もっと南からそして東からの難民の津波は押し続けている。対策は練っているそうだがもろい。もろいといえば、現在のイタリアのエネルギー政策なのだが、パルマ市に「エネルギーを作る家」が発表され少し話題になっている。消費電気量より、ソーラーパネルなどで生産される電機量の方が大きいそうだ。このような家をモデルにしたらイタリアのエネルギー大国が生まれるかもしれない。

 

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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2 Responses to Prima giornata di lavoro

  1. Ciao Fabio… sono un fotografo di matrimoni di Brescia, appassionato di cultura orientale.. devo dire che ammiro molto la scelta che hai fatto. Ti auguro il meglio e chissà, forse un giorno ci incontreremo in Giappone! 😉
    Mario

    • fabiosalvagno says:

      Caro Mario

      grazie per il commento e spero di poterti incontrare a Kyoto o nell’area
      del Kansai quando avrai deciso di venire.
      Ormai pochissimi italiani vengono in Giappone perche` hanno paura
      delle radiazioni e dei terremoti.

      Se vanno proprio a Fukushima allora si che e` pericoloso ma nelle altre
      zone, specialmente da Kyoto al sud, si sta molto bene e anzi ci sono molti
      posti storici da vedere.

      Mata ne

      Fabio

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