Un po’ di inglese

Oggi è stata una giornata di riposo per entrambi. Elena era un po’ giù, come a volte può accadere a chiunque, e per tirarla su ho pensato di uscire e di andare in un cafè a bere qualcosa, tanto per cambiare aria. Cercando di tirarla su le ho raccontato delle mie prime esperienze con la lingua inglese a Venezia tra i turisti e poi in Giappone alla scuola e dopo nella vita di ogni giorno. Da lì si è un po’ ripresa così prima di andare al cafè siamo passati per la libreria dove ha comprato un libro di “listening”. “Non vedo l’ora di essere in Inghilterra e di parlare in inglese con la zia. Come posso imparare l’inglese divertendomi?” Quando ho sentito questa sua domanda l’ho fermata lì in aria e le ho detto quanto sia importante farsi di queste domande. Lei ha sorriso e poi mi ha chiesto di parlare qualche volta in inglese così per strada, in treno e nei negozi ho cercato di parlare quel poco di inglese che so. È stato divertente. Eravamo nella stazione della metropolitana e abbiamo preso il treno per tornare a casa ma dopo alcune fermate ci siamo accorti che andavamo nella direzione opposta. Concentrarsi su una lingua a cui non si è abituati può rendere disattenti ma è stato comunque divertente. Mia suocera è contaria e mi ha detto: “Anche se va per due settimane in Inghilterra non tornerà a casa parlando bene l’inglese, tanto vale comprare dei libri e studiare. Imparerà sicuramente qualcosa in più.” Ho provato a spiegarle che non si tratta solo della lingua ma per il momento sembra impossibile anche se lei ha capito che Elena vuole andarci a tutti i costi. Una volta a casa però ha cominciato a leggere i manga che si è comprata alla seconda libreria. Un po’ alla volta …

In mattinata sono stato a fare un’ora di fotografie da un maestro falegname artista che costruisce i santuari da mettere in casa e nei alberghi. Sono mesi che ci vado e oggi finalmente sono riuscito a fotografarlo mentre lavora. È una persona dal cuore d’oro e abbastanza timida. mi continuava a spiegare come lavora, mi ha mostrato e spiegato cosa stava facendo e come sarebbe stato il risultato finale. In questi giorni sta riparando e migliorando la struttura di un piccolo santuario per conto di un hotel. Ci vorranno ancora dei mesi prima che abbia qualche foto decente da selezionare.

In mattinata sono andato alla biblioteca dell’università per fare ancora delle fotocopia di alcune interviste a dei fotografi uscite nella rivista Commercial Photo. Questa volta ho letto una lunga intervista a Doi Koichiro che attualmente va e viene da Parigi una volta al mese. Ha iniziato la sua carriera dopo i trent’anni. In passato aveva studiato in una scuola d’arte aveva studiato fashion design e non aveva mai avuto interesse per la fotografia. A trent’anni mentre lavorava in uno studio fotografico è venuto a contatto con molti portfolio personali di vari fotografi e proprio uno di questi l’ha così colpito tanto da licenziarsi subito e ad imparare l’arte della fotografie per preparare il suo portfolio personale e con quello andare a New York in cerca di lavoro. Ha imparato tutto in tre mesi con l’aiuto di moltissimi aiuto fotografi da cui ha imparato le basi. Poi con passione, determinazione, insistenza e voglia di continuare, è andato a New York. Lì, dopo aver girato per molte agenzie. Tutte gli dicevano che non gli andavano bene e una gli ha consigliato di andare a Parigi perché le sue foto sarebberò sicuramente piaciute. Infatti così è stato. Da lì la sua carriera ha preso il volo e adesso è uno dei fotografi di natura morta (l’inglese “Still life” mi sembra più appropriato).

涼しくなった。そして今日、娘との英語の日だった。今年の本人のイギリスでの留学がほぼ確実に成りつつあって、本屋さんでリスニングの本を買って、英語を勉強体制はだんだん整ってきている。あまりにも英語に夢中で地下鉄の電車を間違ってしまった。ぼちぼちで行こう。

 

About fabiosalvagno

Un italiano veneziano stabilitosi a Kyoto nel 1991. Dopo molte vicissitudini e la perdita di mia moglie, vivo con mia figlia Elena di sedici anni. Amo da morire fotografare e il mondo della fotografia.
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